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La tragedia del Fortunale a Falconara

2' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Giovedì sera, alla Corte del Castello di Falconara Marittima, è stata messa in scena la rappresentazione teatrale "La tragedia del Fortunale".
L'opera, realizzata da due senigalliesi, ha toccato i cuori del pubblico ed è destinata ad un grande successo.

di Silvia Piermattei
silvia@viveresenigallia.it


La storia, scritta, diretta ed interpretata daAntonio De Carlo e Giorgio Sebastianelli, tratta di una tragedia in mare realmente accaduta nella città di Senigallia.
La causa fu un vento terribile, il Fortunale.

Quando questo il Fortunale soffia nella nostra terra non c'è scampo per i pescatori, è consigliabile non uscire, ma durante il periodo fascista non esisteva un sistema di inforamazione metereologica capace di evitare tali tragedie.
I pescatori di Senigallia erano povera gente che possedeva solo la propria imbarcazione.
Pur di riportarla in porto, questi uomini avrebbero tentato qualsiasi cosa... era soprattutto una questione d'onore per chi vive e lavora in mare.
Diverso è il destino di altri uomini; il Re d'Italia era in visita ad Ancona proprio nello stesso giorno.
Il Sovrano sarebbe dovuto partire in nave, ma i suoi programmi sono stati cambiati dalla previsione del temibile vento che nel giro di poche ore avrebbe colpito le Marche.
Sarebbe bastato poco per salvare i pescatori, bastava essere informati alcune ore prima di andare in mare, ma il loro destino è stato un altro.

Era il 1927, molti uomini persero la vita in mare e a Senigallia si svolsero i funerali di questi poveri perscatori.
Della tragedia si parlò in tutta Italia, ma come fu raccontata la storia dalla stampa?
La retorica fascista a quel tempo obbligava i giornali a determinate regole di scrittura.
La cosa più importante erano i nomi delle alte cariche del governo e della politica e nessuno fece riferimento ai nomi di questi poveri disgraziati che avevano perso la vita.
Il fatto potrebbe essere paragonato alla cronaca di guerra dei nostri giorni, in cui si è persa ogni tipo di umanità e dignità nei confronti di chi muore.

La vicenda è stata ricostruita attraverso il racconto scritto da Sergio Anselmi e le testimonianze orali custodite nella memoria dei soci più anziani degli "Amici del Molo".
Con un lungo lavoro di ricerca si è venuti a conoscenza dei nomi dei pescatori coinvolti nella tragedia.

Uno spettacolo toccante e ricco di spunti per riflettere, la passione con cui Antonio De Carlo e Giorgio Sebastianelli hanno interpretato il loro lavoro non può che essere premiato dal pubblico.
I due coraggiosi attori sono stati spinti a realizzare il loro progetto dal grandeDario Fo, incontrato durante i lavori per il Carnevale di Fano 2003.

   

EV




Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 24 luglio 2004 - 2207 letture

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