Il Museo della Resistenza di Sabina Guzzanti

Ieri sera, Sabina Guzzanti ha regalato un momento di comicità irresistibile, ma soprattutto di riflessione al pubblico del Parco del Cormorano di Falconara. Il suo show si è basa sullo spettacolo "Raiot", censurato ed esiliato dagli schermi televisivi. |
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di Silvia Piermattei
silvia@viveresenigallia.it
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Sabina Guzzanti non si è risparmiata per il pubblico di Falconara, ha presentato un'infinità di sketch esileranti, interpretando personaggi come Valeria Marini, Bruno Vespa, Irene Pivetti, Giuliano Ferrara, Silvio Berlusconi, Massimo Dalema.
L'attrice comica è stata citata in giudizio per il suo spettacolo satirico nei confronti dell'attuale governo.
Per esorcizzare la paura per il processo che dovrà affrontare prossimamente, la Guzzanti si è processata da sola davanti al pubblico del Parco del Cormorano.
Ha interpretato la parte di un avvocato cinico e corrotto dal sistema, caratterizzato da una giustizia che funziona solo per i potenti.
Raiot secondo l'accusa ha tre significati: - Si riferisce all'ottavo canale televisivo, alludendo alla mancanza di libertà nelle altre sette reti; - In inglese significa sommossa; - Anagrammando "raiot" si ricava la parola troia, riferita al cavallo di Troia utilizzato da Ulisse per espugnare la fortezza dei nemici.
Lo spettacolo di satira della Guzzanti ha un grande successo fra il pubblico ed ha il merito di far pensare la gente, attualmente l'attrice è stata bandita dagli schermi televisivi, ma senza perdersi d'animo ha deciso di presentare il suo spettacolo nei teatri e nelle piazze di tutta Italia.
Sabina ha trattato argomenti che riguardano l'attualità , l'informazione e la politica.
Ha criticato con forza il digitale terrestre. Sembra che questa nuova tecnologia sia stata usata solo come escamotage per far sì che Mediaset non sia costretta a spedire una rete televisiva su satellite.
In reatà , almeno per ora, non esiste alcuna possibilità di pluralismo televisivo, visto che i canali del digitale terrestre sono sempre gli stessi che vedevamo prima del suo avvento.
La presentazione di un futuro Museo della Resistenza a testimonianza di un regime televisivo basato sul palinsesto è stato uno dei momenti più intensi dello spettacolo.
Ascolta "Il museo della resitenza" 4 minuti e 46''
Ascolta "L'intellettuale" 5 minuti e 38''
Ascolta "La giustizia" 3 minuti e 43''
L'audio è in bassa qualità , ci scusiamo con gli ascoltatori:



Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 22 luglio 2004 - 3238 letture
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