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Replica all'articolo del Corriere Adriatico su Via Piave

2' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Una replica di Paolo Formiconi all'articolo del Corriere Adriatico del 15 luglio 2004: "Quegli alberi sono un pericolo".

di Paolo Formiconi


Prima di tutto gli alberi di via Piave sono "malati" perché violentati e martoriati nel tempo dai giardinieri comunali, con assurde, sciocche, costose e pericolose capitozzature.

Che non ci sia motivo di allarmarsi, come dice il tecnico comunale, è sbagliato.

Certo lui è pagato per somministrare camomilla a tutti i cittadini, ma sa benissimo che anche il monitoraggio (costoso e molto approssimato) è un sistema che ha larghissimi margini d'errore.
Comunque ha senso farlo, e farlo bene, per piante di particolare valore paesaggistico e naturalistico, non certo per degli aceri (Acer negundo) che oltre tutto sono una specie sbagliata, inadatta per alberature stradali.

"Colpito da un fungo",...uno solo, ma il tecnico Stefano Api fa finta di non sapere che gli aceri della nostra via sono un vero allevamento di funghi, tanto che molti dei residenti e non solo fanno a gara per procedere alla raccolta.

E se nascono i funghi su un albero...significa (come ci hanno insegnato alla scuola media) che i tessuti del vegetale sono morti!

La preoccupazione più grande di noi residenti, oramai un vero e proprio Comitato che vigila sulle cattive scelte e sulle gravi trascuratezze dell'Amministrazione Comunale, è relativa alle ultime parole della dichiarazione che giunge dagli Uffici Comunali.

Infatti si comincia a dire che non si "potranno piantare grandi arbusti"..."arbusti" abbiamo letto bene e non alberi.

Al che vuol dire che nelle intenzioni di chi ci amministra c'è, al momento della sostituzione, l'idea di mettere a dimora invece che degli alberi dignitosi quei piccoli arboscelli che hanno già dato cattiva prova di se (e/o dei loro vivaisti e giardinieri) lungo i Portici Ercolani.

Andate a vedere se è vero che sono più morti che vivi; ciò prova che qualcosa non va.

Certo gli alberi hanno bisogno di grandi spazi, ma non sarà invece anche che la politica dell'Assessore al ramo, Maurizio Mangialardi, come tristemente avvenuto per via Cellini, a indurre certe scelte?
Una logica riprovevole quella di far sparire, o sostituire con dei vegetali in miniatura tutti gli alberi esistenti, magari per ridurre poi drasticamente le spese di manutenzione?

E sui benefici degli alberi, vicino alle case e lungo le vie ... nessuno sa più scrivere nemmeno una parola: vergogna.

Leggi il primo articolo sull'argomento





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 17 luglio 2004 - 1887 letture

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