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Malati di cancro ammassati in due stanze

2' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
"Non amiamo fare polemica a mezzo stampa - dichiara Umberto Solazzi presidente del Tribunale del Malato - ma non abbiamo ricevuto risposte dalla dirigenza della ASL, e non vogliamo essere accusati di silenziosa complicità".

di Michele Pinto
michele@viveresenigallia.it


Cancro e diabete sono le malattie più diffuse oggi. Sono malattie che provocano un rapporto continuato e ripetuto con la struttura ospedaliera.
Purtroppo dal lavoro di monitoraggio della sezione senigalliese del Tribunale del Malato "Carlo Urbani" il reparto di oncologia e quello di diabetologia sono quelli con la situazione peggiore.
I malati di diabete sono costretti ad attese di ore in uno squallido corridoio quando a poca distanza esiste un'apia sala, usata solo occasionalmente, che, attrezzata con giornali e televisione, permetterebbe di trascorrere la forzata attesa in maniera più serena.
Molto più grave la situazione di Oncologia. Persone che in un periodo della loro vita sono particolarmente fragili, devono essere rispettate nella loro dignità di uomini e donne.
I pazienti di Oncologia sono circa 15, divisi in appena due stanze, rispettivamente di 3 e 2 letti. Alcuni sono costretti a seguire la terapia in piedi.
Per loro non c'è privacy, non c'è tranquillita, non c'è conforto e non sono divisi tra uomini e donne.
Il reparto di Oncologia si trova in un'ala dell'ospedale affittata dall'ex-IRAB. Esiste un progetto di spostamento nel primo piano del monoblocco, ambiente più moderno e quindi molto meglio atterzzato ed adeguatamente ampio che ora viene utilizzato dagli uffici amministrativi.
Dopo quattro mesi di colloqui, da marzo ad oggi non sono arrivate risposte sui tempi di trasferimento del reparto di Oncologia, così il tribunale del malato si è rivolto alla stampa, non per creare una sterile polemica, che andrebbe ad incrinare il già fragile legame con l'amministrazione, ma per sollecitare risposte di cui i malati di cancro hanno bisogno. Non è possibile chiedere loro di aspettare i tre o più anni necessari per il completamento del monoblocco. Il legame e la collaborazione tra il tribunale del malato e l'amministrazione è importantissimo perche è solo dal dialogo che possono migliorare le condizioni dei malati. "Noi difendiamo la struttura ospedaliera - conclude Umberto Solazzi - perché come cittadini la sentiamo nostra".

Umberto Solazzi e vincenzina Pinto
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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 03 luglio 2004 - 2274 letture

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