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Tutti a guardare Venere

3' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Martedì 8 giugno il pianeta Venere transita sul Sole, a partire dalle ore 7:20 fino alle 13:23.
Il NOAS, Nucleo Osservatori Astronomici Senigaliesi organizza un'osservazione pubblica del fenomeno celeste. Si tratta di un evento rarissimo.

di Renato Matera
www.noas.it


Stabilire le dimensioni del Sistema Solare è un problema che ha sempre affascinato gli studiosi dei fenomeni naturali. Fin dal IV secolo a.C. i filosofi Greci tentarono a più riprese di stabilire la distanza della Terra dal Sole. Aristarco di Samo, Ipparco di Nicea, Tolomeo di Alessandria tentarono con metodi puramente geometrici. I valori trovati da quest’ultimo furono tramandati fino al 1700, quando gli studiosi affrontarono su nuove basi il problema delle dimensioni del cosmo allora conosciuto.
Nel 1543 era stato pubblicato il trattato di Copernico che poneva il Sole al centro dell'Universo, scalzando la Terra dalla sua posizione privilegiata. Nel 1609 Galileo aveva introdotto l'uso del telescopio nella pratica astronomica, rivelando il vero aspetto degli oggetti celesti. Poi nel 1619 Keplero aveva formulato la sua terza legge, la cosiddetta «legge armonica» che lega il quadrato del tempo di rivoluzione di un pianeta al cubo della distanza media dal Sole. Una volta accertata una distanza sarebbe stato possibile risalire alle dimensioni dell'intero Sistema Solare. Inoltre grazie alla teoria di Newton sulla gravitazione, la determinazione delle dimensioni dei corpi celesti non sarebbe stata più elusa.
Fu Edmond Halley, l'astronomo che predisse il ritorno periodico della cometa che porta il suo nome, a concepire e a mettere a punto un metodo con cui stimare tale distanza mediante l'osservazione del transito dei passaggi di Mercurio e Venere sul Sole.
Che fosse possibile osservare questi passaggi era stato dimostrato già in passato. Lo stesso Keplero aveva calcolato il transito di Mercurio del 1631. Puntualmente il 7 novembre, Pietro Gassendi l'osservò da Parigi. Toccò a un giovane studioso, Jeremiah Horrocks, osservare il primo transito sul Sole di Venere. Il 4 dicembre del 1639 il pianeta non mancò all’appuntamento, come poi raccontò lo stesso Horrocks in una memoria «Venere osservato sul Sole» (Venus in Sole visa), pubblicata postuma: Horrocks morì a soli 22 anni. Bailly, famoso storico francese dell'astronomia, scrisse che egli aveva attraversato come una meteora la vita terrena, e che "sembrava essere nato solamente per vedere il passaggio di Venere".
Nel 1691, in una memoria letta alla Royal Society di Londra, Halley dette istruzioni perché la comunità scientifica osservasse con la massima scrupolosità i transiti di Venere che sarebbero avvenuti il secolo successivo, nel 1761 e otto anni dopo nel 1769.
All'approssimarsi delle date previste, vennero organizzate imponenti campagne osservative. Più di 1200 astronomi vi parteciparono e oltre 100 postazioni vennero allestite in tutto il mondo. Le vicissitudini che molti dovettero affrontare, sarebbero degne di una saga alla «Signore degli Anelli».
L'elaborazione dei dati ottenuti fu terminata solo nel 1890 da S. Newcomb e portò ad un valore assai preciso della distanza Terra-Sole. Si scoprì così che il Sistema Solare era molto più grande di quanto si era supposto in precedenza.
Oggi ovviamente si utilizzano altri metodi. Resta comunque intatto il fascino dell'osservazione visuale del piccolo cerchio nero che in circa sei ore attraversa il nostro astro. Il passaggio dell'8 giugno è un'occasione unica nel nostro secolo. Infatti il prossimo avverrà il 6 giugno del 2012, ma sarà visibile solo l'ultima ora del fenomeno, perché il Sole sorgerà a transito iniziato.
Il successivo passaggio completamente visibile dall'Italia avverrà l’11 giugno del 2247…
L'appuntamento è per l'ora sopra indicata al Molo di Ponente.

Puoi leggerlo anche su Rai.it Per ulteriori informazioni telefonare al 3398906896 o visitare il nostro sito www.noas.it





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 04 giugno 2004 - 2344 letture

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