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Sante Santarelli un eroe da ricordare.

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Proseguono le manifestazioni nell’ambito del XV raduno dei Carabinieri che vede Senigallia protagonista della kermesse; ieri è stata conferita la medaglia al valore civile al carabiniere Sante Santarelli, rimasto ucciso mentre prestava in servizio a Palermo.

di Claudia Costantini
claudia@viveresenigallia.it

Una volta tanto un piccolo paese come Montignano, anche se per un giorno soltanto, diventa protagonista della cronaca nazionale, non per accadimenti negativi , ma grazie ad un suo cittadino, diventato un eroe. Stiamo parlando di Sante Santarelli, classe 1920, originario di Montignano, “carabiniere morto- si legge nei giornali dell’epoca- mentre compiva il suo dovere”.
Ieri, per ricordare questo ragazzo morto a soli 23 anni, in concomitanza con il XV raduno dei Carabinieri, gli è stata conferita la medaglia d'oro al valore civile. La storia di Sante rispecchia quella di tanti altri giovani che, come lui, data la scarsità di lavoro in zona, sono stati costretti ad emigrare altrove in cerca di fortuna. Era la fine degli anni quaranta. Sante aveva scelto l’Arma dei Carabinieri per passione certo ma anche per necessità: l’Italia appena uscita dalla guerra non offriva molto ai suoi ragazzi. TLa sceltado aderire all'Arma lo aveva portato a Palermo dovela situazione era ancora peggiore: la mafia e il banditismo imperversavano ovunque. Ma Sante era un ragazzo mite e soprattutto coraggioso, “Usi obbedir tacendo e tacendo morir” è un motto dell’Arma a cui il giovane aveva prestato giuramento.
Sante morì per mano di un cocchiere pregiudicato, Giuseppe Galletti, nel tentativo di difendere un suo collega. I carabinieri erano intervenuti per sedare le ire del Galletti, che aveva dato in escandescenza a causa, sembra, di un presunto tradimento da parte della moglie. Sante e il suo collega erano riusciti a calmare l’uomo ma questi improvvisamente aveva tirato fuori una pistola e aveva fatto fuoco contro i due carabinieri, ferendo a morte Santerelli.“ Anche la circostanza che Santarelli si sia lanciato contro il cocchiere – si legge nei giornali di quel tempo – pur mortalmente ferito, ha contribuito alla salvezza del collega”.
Ieri, la cittadinanza e i tanti carabinieri, accorsi da tutta Italia per prendere parte al raduno, hanno reso omaggio al carabiniere caduto; davanti al monumento che lo ricorda, con il picchetto d’onore armato e schierato di tutto punto, il generale dei Carabinieri, ha ringraziato quanti con il loro impegno e il loro coraggio di uomini semplici hanno dato tutto, a volte anche la vita, per il proprio lavoro.



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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 17 aprile 2004 - 3058 letture