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Nelle mani della questura il destino dei giovani russi

2' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Sperano di poter rimanere a Senigallia i sette ragazzi russi arrivati in Italia per studiare e vittime invece di una truffa internazionale. Il loro visto scadrà a fine aprile e sono in corso le trattative tra lo studio legale di Carlo e Corrado Canafoglia, che li rappresenta, e la questura per ottenerne la modifica o il rinnovo.

di Lucia Ciriachi
lucia@viveresenigallia.it


Continua l’odissea di Oxana, Nadezda, Madina, Alexander, Timur, Vitaly, ed Eldgiar, i sette ragazzi russi arrivati da Nalcik, una cittadina della repubblica Cabardinia nel febbraio scorso per frequentare l’istituto alberghiero “Panzini” e l’ istituto professionale “Corinaldesi”. I giovani si erano iscritti nell’estate del 2001 all’”Urs. Centro studi internazionale”, una scuola gestita da Artur Petrovich Kurascev, pagando ben 3500 dollari per un corso di italiano che sarebbe servito loro per i futuri studi in Italia. Tutto questo in base ad un accordo che esisteva tra Regione Marche e repubblica Cabardinia.
Una volta giunti in Italia i ragazzi hanno trovato però una brutta sorpresa: l’accordo era saltato, il visto rilasciato loro dal consolato italiano a Mosca era per turismo e non per studio come era stato loro promesso, e il responsabile del corso era sparito con tutti i soldi. Ora i sette ragazzi, truffati e raggirati da una persona senza scrupoli probabilmente spalleggiato da qualcuno in Italia, rischiano di dover lasciare il nostro paese a fine aprile vedendo così vanificati i sacrifici loro e delle rispettive famiglie. Per evitare questo e per avere giustizia i ragazzi si sono rivolti agli avvocati Carlo e Corrado Canafoglia che hanno avviato una denuncia contro Artur Kurascev, artefice della truffa, e una trattativa con la questura al fine di ottenere una modifica o, quantomeno un rinnovo, del permesso di soggiorno.
Ci appelliamo al senso di giustizia e all’umanità delle istituzioni e della questura- spiega l’avvocato Corrado Canafoglia- e aspettiamo a giorni una risposta, speriamo positiva. Siamo di fronte ad una truffa vera e propria che danneggia dei ragazzi venuti in Italia con l’unica intenzione di studiare, e le loro famiglie, che hanno investito i risparmi di una vita nella loro istruzione. Stiamo trattando per ottenere almeno un visto provvisorio, speriamo di poter andar oltre la burocrazia in nome della giustizia”.
Questi ragazzi- continua l’avvocato- sono stati doppiamente raggirati, prima in Russia e poi in Italia dove qualcuno ha abilmente spalleggiato Artur Kurascev. C’è da registrare anche una certa indifferenza da parte delle autorità politiche e dei servizi sociali nei confronti dei giovani russi che fortunatamente hanno trovato una buona rete di assistenza e conforto nei privati”.

   

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 15 aprile 2004 - 2352 letture

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