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gomarche: E’ Ivan Vukas l'assassino del tassista

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E' stata confermata dal questore Adamo Gulì la colpevolezza di Ivan Vukas per l'assassinio del tassista Stefano Guazzarotti: il passato dell'ex militare croato è costellato da reati e violenze.

Nel primo pomeriggio di ieri, attorno alle 14,30, il questore in persona, Adamo Gulì, si è recato a casa Guazzarotti per confermare che l’uomo fermato lunedì dalla polizia senigalliese è realmente l'assassino di Stefano.
Dopo la convalida dell’arresto, avvenuta in mattinata, il questore ha ritenuto infatti opportuno avvertire personalmente la vedova e gli altri familiari del fatto che sia stato proprio Ivan Vukas a sparare contro il tassista senigalliese nella notte del 9 dicembre nel parcheggio del night Snoopy.
E’ un sollievo – commenta Roberto, il fratello della vittima – la risposta che stavamo cercando è arrivata”.
Con la dichiarazione del questore sono stati quindi sciolti i dubbi che i parenti del tassista continuavano a nutrire non avendo ricevuto finora informazioni ufficiali.
Familiari ed amici si sono ritrovati martedì sera per una messa in memoria di Stefano, celebrata nella chiesa delle Grazie ad una settimana esatta dalla sua tragica scomparsa.
La polizia croata aveva iniziato un’indagine volta a scavare nel passato di Ivan Vukas a poche ore dal suo arresto effettuato dalla polizia senigalliese.
Il dossier composto dalla polizia di Zara dipinge Vukas come un uomo sbandato e dalla vita segnata da furti, rapine, pestaggi, violenze e minacce.
Ivan Vukas da circa due anni e mezzo possiede la doppia residenza: quella italiana e quella croata, a Bibjna.
In questa località a pochi chilometri da Zara l’ex militare avrebbe condotto una vita da delinquente, da uomo senza scrupoli.
E’ sposato ed ha due figlie. Su di loro Vukas ha usato spesso violenza tanto che frequenti sono stati gli interventi della polizia per fermarlo.
Molte sono le rapine ai danni dei suoi concittadini e parecchi i furti a suo carico.
Su di lui non ci sarebbe nessun mandato di cattura per omicidio.
Non è confermata la violenza carnale su una minorenne.
Vukas ha anche trascorso qualche mese in carcere a Lepogav, cittadina poco distante da Bibjna, nonché un periodo in un ospedale psichiatrico a Zara.
Ma l’ex militare potrebbe aver compiuto anche altri reati perché esiste il dubbio che circa 2 anni e mezzo fa possa aver attraversato il confine italiano sotto falso nome.
Se così fosse il croato avrebbe sulle spalle pesanti condanne inflittegli dalla magistratura del suo paese e addirittura un' accusa di omicidio.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 19 dicembre 2003 - 2170 letture