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il resto del carlino: Spunta dal passato anche l'omicidio di un poliziotto

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Mentre il presunto assassino di Stefano Guazzarotti continua a negare dalle indagini emergono particolari inquietanti sul suo passato ed analogie con il delitto di Trieste.

Un poliziotto ucciso anni fa in Croazia, colpito in un bar con un collo di bottiglia rotto. Emerge anche questo da un passato non troppo remoto nel quale gli investigatori stanno scavando. A ritroso, pazientemente, per capire se il 41enne croato ac-cusato di aver freddato con tre colpi di pistola il tassista Stefa-no Guazzarotti, lo scorso 9 dicembre nel parcheggio dello Snoopy, si sia macchiato in passato di efferati delitti come quello per cui è stato arrestato su ordine del sostituto procuratore di Ancona Irene Bilotta. Il lavoro del commissariato di polizia di Senigallia, culminato nella brillante operazione che lunedì sera ha portato in carcere l'ex miliziano Ivan Vukas, non è ancora finito. Forse è appena iniziato.
Parallelamente ai riscontri in merito all'omicidio di Guazzarotti, affidati anche agli esiti degli esami biologici commissionati dal pm al Ris, gli investigatori hanno avviato indagini su diversi fronti, spulciando gli archivi della polizia e cercando informazioni anche in Croazia dove, come riferito ieri dal Carlino, Vukas avrebbe un curriculum criminale particolarmente nutrito; compatibile con quello di «un soggetto estremamente pericoloso», come lo ha definito il dirigente del commissariato Gabriele Andreani.
La Tokarev, che il presunto killer aveva nella cinta al momento dell'arresto alla stazione di Falconara, ha sparato in altre occasioni? Quali sono stati i movimenti di Ivan Vukas da quando è approdato su questa sponda dell'Adriatico? Era a Trieste lo scorso 23 novembre quando un altro tassista, Bruno Giraldi, fu ucciso con un colpo di pistola alla nuca da un assassino ancora senza nome? Per sciogliere ogni dubbio, la procura giuliana si appresta a chiedere una comparazione balistica con la TT33 calibro 7,62 che ha fatto fuoco su Guazzarotti. Nelle mani degli investigatori giuliani però ci sarebbe solamente un'ogiva deformata: il bossolo del colpo che ha ucciso Giraldi, così come l'arma del delitto, non è mai stato trovato. L'ha portato via il killer? Di certo ha tentato di farlo chi ha sparato a Senigallia, appropriandosi di due dei tre bossoli esplosi e lasciando nell'auto il terzo, poi risultato determinante per individuare l'arma del delitto. Di certo, su questa inquietante analogia vogliono vedere chiaro sia gli investigatori giuliani che la polizia di Senigallia.
In commissariato ieri si è recato anche il questore di Ancona Gulì, che ha rinnovato ai poliziotti i complimenti per il lavoro svolto finora.
Quasi contemporaneamente, nel carcere di Montacuto, si teneva l'udienza di convalida per Vukas, il quale, assistito dall'avvocato Annalisa Marinelli, ha fatto scena muta di fronte al gip Francesca Grassi, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Lunedì sera nel primo interrogatorio aveva negato tutto, anche di essere mai stato a Senigallia.
di Enrico Barbetti

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 18 dicembre 2003 - 1839 letture