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corriere adriatico: Inquinamento alle stelle

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Polveri sottili alle stelle nel mese di novembre fanno scattare lo stato di allarme per l'inquinamento atmosferico. Con il valore massimo di 118,3 microgrammi, registrato nella giornata del 26 novembre, è evidente che il fenomeno si presenta più preoccupante di quanto si immaginasse finora.

Visti gli elevati risultati del monitoraggio, il dubbio di un errore nell'inserirli nel sito internet della Provincia è emerso, ma dall'Arpam fanno sapere che quanto reso pubblico corrisponde a verità. "Non siamo sorpresi dei valori così alti - spiega un tecnico dell'Arpam - noi monitoriamo altre città della regione ed arriviamo fino a Rimini. Senigallia non è l'unico caso". Poco consola sapere di non essere l'unica città a dover fare i conti con un fenomeno grave come l'inquinamento atmosferico, i cui danni causati alla salute e all'ambiente sono ben noti. Il monitoraggio pubblicato sul sito della Provincia fornisce i dati relativi ai primi ventisei giorni del mese di novembre, in cui il livello di guardia è stato superato in ventiquattro di essi. Per intenderci soltanto il sette ed il nove di novembre abbiamo respirato aria non troppo saturata dei gas di scarico delle automobili. I giorni più a rischio sono stati, oltre al 26 cui spetta il primato del picco massimo dei 118,3 microgrammi, il 14, 15, 16, 17, 21 e 24 con oltre 80 microgrammi. Se poi consideriamo che il limite consentito per legge è 43,2 microgrammi, non servono ulteriori commenti per capire che superare per quasi tre volte il limite non è un fatto trascurabile. "Ogni anno la soglia viene abbassata - continua il tecnico dell'Arpam - per tutto il 2003 è di 43,2 e nel 2004 sarà ancora più bassa". Tra qualche settimana quindi la legge ci dirà che anche i 43,2 microgrammi oggi consentiti saranno pericolosi. Già da quest'estate era scattato lo stato d'allerta perché si erano registrati picchi che, in casi sporadici, avevano superato il valore di 80, ma c'era l'attenuante del maggior numero di mezzi in circolazione, del clima troppo caldo che avrebbe creato un effetto serra imprigionando le polveri trattenendole così nell'aria. Oggi non si può più dare colpa al clima e nemmeno al raddoppio delle auto in circolazione portate dai turisti, l'unico elemento in più rispetto all'estate sarebbero gli impianti di riscaldamento, ma possibile che sia da attribuire a loro una simile impennata delle polveri? Certo è che l'amministrazione comunale dovrà mettere a tavolino un piano urgente per combattere lo smog, oltre a monitorare più zone della città. I dati dell'Arpam si riferiscono infatti ai solo incrocio della Penna, che è il più trafficato ma non il solo. Rendere inaccessibile il centro storico alle automobili ed eliminare i semafori in via Bruno è positivo da questo punto di vista, ma allo stato non è più sufficiente.
di Sabrina Marinelli

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 12 dicembre 2003 - 1777 letture