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il messaggero: Consigli da un milione

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Il comune accende un mutuo per pagare oltre un milione di euro per numerose consulenze esterne. Consulenze, a detta dell'opposizione, non necessarie perché potrebbero tranquillamente essere effettuate dai dipendenti comunali.
II Comune è costretto ad accendere un mutuo per pagare gli incarichi esterni di consulenza. Nonostante la struttura comunale sia dotata di un direttore generale, di sei dirigenti di settore e di decine di dipendenti nei settori tecnici, l'amministrazione ricorre sempre più spesso alle consulenze di professionisti esterni alla struttura stessa, in particolare (ma non solo) nei settori dell'urbanistica e dei lavori pubblici. Il costo di questi incarichi ammonta a quasi un milione e 300 mila euro: evidentemente una cifra pesante per il bilancio comunale tanto che per coprirla la Giunta ha deciso di accendere un mutuo che, interessi su interessi, graverà sul bilancio per un decennio. La maggior parte degli incarichi a professionisti esterni riguarda quelli assegnati a ingegneri e architetti per i lavori di messa a norma di numerose strutture (scuole, musei, uffici). Evidentemente districarsi nel groviglio delle nuove norme di sicurezza richiede il ricorso a professionisti esperti e specializzati nel settore, anche se una parte dell'opposizione esprime perplessità sul fatto che professionisti di tale qualità non possano trovarsi anche tra i dipendenti comunali. Oltre a quelli relativi ai lavori di messa a norma non mancano altri incarichi assegnati all'esterno, come ad esempio per la manutenzione di alcuni impianti sportivi, per la realizzazione di un parcheggio per circhi e per la riqualificazione di alcune aree verdi. Anche per questi lavori si fa un ampio ricorso alle consulenze esterne per la predisposizione dei progetti. Gli incarichi assegnati e tuttora operativi hanno costi variabili da 10 mila a oltre 200 mila euro ciascuno, per arrivare appunto all'ammontare complessivo di un milione e 288 mila euro. L'accensione del mutuo, se da una parte produce interessi passivi, consente tuttavia al Comune di ammortizzare il costo nell'arco di 10 anni. Del resto l'assegnazione di incarichi esterni non è certo una novità per il Comune di Senigallia: anche in passato l'amministrazione ha fatto ricorso alle consulenze, spesso sollevando le proteste dell'opposizione. La polemica è quindi di vecchia data, ma ritorna ora in auge dopo la notizia dell'accensione del mutuo da parte del Comune per pagare i professionisti esterni.
«Il ricorso alle consulenze esterne da parte del Comune di Senigallia porta una lunga serie di problemi, molto superiori ai costi effettivi che ne derivano» dice Massimo Bello, consigliere di An. «Infatti al di là della cifra spesa, che per un bilancio comunale come il nostro è comunque pesante, c'è anche l'aspetto "psicologico" del problema: in pratica il Comune in tal modo demotiva i propri dipendenti contro ogni regola aziendale. In seno agli uffici tecnici del Comune ci sono fior di professionisti che vengono in continuazione scavalcati. Mi chiedo a questo punto cosa ci stiano a fare tanti dirigenti di settore profumatamente pagati ma al contempo così deresponsabilizzati e tanti professionisti che di fatto non vengono utilizzati per le capacità che hanno». La Corte dei Conti ha richiamato più volte gli enti pubblici a limitare il ricorso a professionisti esterni per incarichi di consulenza in alcuni casi molto costosi. «Un richiamo che evidentemente il Comune di Senigallia non ha ascoltato» commenta Bello.
di Marco Benarrivo

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