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il messaggero: Io scampato all'amianto killer

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Ieri in piazza gli ex dipendenti Sacelit, Italcementi e Cantiere Navalmeccanico per protestare contro i tagli in finanziaria per coloro che in passato hanno lavorato a contatto con l'amianto.
150 i morti causati dall'amianto a Senigallia.

Presidio organizzato dai sindacati ieri in piazza Roma contro la cancellazione nella Finanziaria dei benefici per i lavoratori dell'amianto. Cgil, Cisi e Uil hanno portato in piazza diverse decine di lavoratori, in particolare ex dipendenti di Sacelit, Italcementi e Cantiere Navalmeccanico. Molti di essi nel corso degli ultimi decenni sono stati particolarmente colpiti dal mesotelioma, il tumore polmonare originato proprio dall'inalazione di particelle di amianto. Soltanto a metà degli anni '70 la scienza medica ha capito la relazione tra il mesotelioma ed il contatto diretto con l'amianto, quando ormai molti lavoratori avevano contratto la malattia letale. Un recente monitoraggio eseguito dalla Asl 4 ha calcolato in 150 i morti da mesotelioma a Senigallia negli ultimi 20 anni, tutti ex dipendenti Sacelit o Italcementi. La preoccupazione dei medici e dei sindacati è che il numero sia ancora provvisorio, visto che la malattia può manifestarsi anche molti anni dopo la fine del contatto tra il lavoratore e la sostanza cancerogena. «Ho lavorato alla Sacelit dal 1962 al 1976» racconta Renato Verdenelli, un pensionato sceso ieri in piazza con i sindacati «soltanto negli ultimi tempi, a metà degli anni '70, si è cominciato a conoscere il pericolo dell'amianto ed abbiamo iniziato a lavorare con certe precauzioni. Prima scaricavamo i sacchi pieni d'amianto e lo mescolavamo per farci il cemento senza mascherine o tute speciali. Almeno una trentina di miei ex compagni di lavoro sono morti di tumore ai polmoni. Io mi ritengo fortunato». La manifestazione di ieri, voluta dai sindacati della "triplice" di Senigallia, voleva protestare contro quella che i sindacati ritengono un'ingiustizia: l'articolo 47 del cosiddetto "decretone", la legge di copertura della Finanziaria, toglie ai lavoratori dell'amianto la possibilità di prepensionamento. In precedenza questa categoria di lavoratori vedeva computato a fini pensionistici un anno e mezzo per ogni anno lavorativo. La nuova legge ha diminuito il moltiplicatore da 1,5 a 1,25 per ogni anno di lavoro a contatto con l'amianto e questo soltanto a fini retributivi, non prevedendosi più per questi lavoratori la possibilità di andare in pensione prima del tempo. «Questo significa far cassa grazie ai morti» hanno denunciato i sindacati. Il Consiglio comunale ieri ha approvato a maggioranza un odg nel quale si chiede al Governo il ritiro dell'articolo 47.
Di Marco Benarrivo

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 19 novembre 2003 - 2348 letture