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corriere adriatico: Rivoluzione in centro e i Navigli sul Misa

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Dopo due anni di studi l'architetto Pier Luigi Cervellati lancia la sua proposta di riqualificazione del centro storico: riscoprire la vocazione marittima della città e rivalutazione dei monumenti.

Due anni per rivoluzionare il centro storico. Ventiquattro mesi per passare al microscopio le strade, gli edifici, i monumenti e per ricostruire, intanto sulla carta, il futuro profilo di Senigallia. Ora è tutto pronto. L’architetto Pier Luigi Cervellati e il suo staff ha consegnato al Comune la bozza del suo Piano particolareggiato del centro storico. Prossimo passo: la presentazione alle istituzioni e alla città di un progetto che, come punto cardine, propone il ritorno all’antico legame con il porto.
Non è stato un lavoro facile per l'equipe di esperti guidata dall'architetto. Senigallia - spiega Pier Luigi Cervellati - ha subito profonde alterazioni con il terremoto del 1930 e successivamente con il conflitto mondiale. Abbiamo voluto riconferire così al centro storico un'immagine che ricordiamo attraverso le mappe dell'Ottocento, dove il cuore della città e il porto hanno un ruolo di primaria importanza".
Ritrovare il rapporto con l'acqua. È questo l'imperativo del piano firmato dall'urbanista: mare e fiume al centro dell'attenzione, ma il Misa sarà l'anello di congiunzione. Un'ipotesi suggestiva anticipata al Corriere dal sindaco Angeloni nei mesi scorsi era quella di creare sul lungofiume percorsi pedonali sopraelevati studiati per il transito dei cittadini, ma anche per la creazione di nuove attività commerciali. Non solo: se e quando si realizzerà la rivoluzione urbanistica proposta lungo il Misa potrebbero anche tornare a navigare le piccole imbarcazioni. Una sorta, insomma, di Navigli di casa nostra.
"Con la ferrovia - continua l'architetto - il centro storico ha voltato le spalle alla portualità. Adesso bisogna recuperare questo legame importante, perché nel tempo Senigallia ha perso la sua ragione d'essere che era, appunto, la città-porto. Questo è uno degli aspetti negativi dello sviluppo locale". Ma l'urbanista, durante tutti questi mesi, ha trovato anche molti aspetti positivi tra i numerosi "nei" che accompagnano la Senigallia di oggi. "È una città interessante dal punto di vista urbanistico: la parte storica ha avuto per secoli una vitalità molto intensa con una architettura consistente e vicina all' antica Roma".
Cervellati pensa anche ai portici Ercolani e al Foro Annonario, monumenti che nel suo Piano andranno rivalorizzati e che dovranno accrescere il proprio ruolo negli scambi culturali e commerciali. La sfida lanciata dall'architetto sarà anche quella di ricostruire l'antico ghetto ebraico e cancellare alcuni interventi che lui stesso nel passato ha definito "di dubbio gusto" per dare al centro storico un armonia che si è perduta nel tempo.
La nota dolente resta la ferrovia. Un dibattito sempre acceso in città, dove si rincorrono le proposte e non per ultima quella di "spostare la strada ferrata che corre lungo il litorale. Pier Luigi Cervellati su questo punto è molto scettico: Dobbiamo partire dal presupposto che la ferrovia c'è e bisogna fare i conti con questa realtà. Ma questo non ci impedisce di portare avanti i nostri progetti e di realizzare l'idea di unire porto e cuore cittadino. Non è un'impresa impossibile".
La rivoluzione del centro storico e quella del porto, dunque viaggiano di pari passo. Due progetti che devono sopperire a carenze di anni e che nel prossimo futuro saranno le priorità dell'amministrazione comunale. Per entrambi ci vorrà molto tempo prima di vedere conclusa l’opera: dalla parte del mare intanto è partito il progetto per la realizzazione dell'avamporto. E anche dalla parte della città le cose dovranno essere riviste in maniera radicale: con il piano particolareggiato del centro storico si ripenseranno inevitabilmente le aree pedonali, i parcheggi e i permessi per la sosta. Sul porto il confronto con la città c'è stato nei mesi scorsi. Adesso si attende quello sul progetto firmato da Cervellati
di Maria Teresa Bianciardi

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 07 novembre 2003 - 1575 letture