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A scuola contro la droga

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La maggior parte dei giovani che iniziano a drogarsi lo fanno a scuola. Massimo Bello (AN) propone una massiccia campagna di sensibilizzazione, accompagnata da iniziative di recupero e repressione.

"Intraprendere nelle scuole della provincia ed in tutti i luoghi di aggregazione giovanile una capillare campagna di informazione e di sensibilizzazione sulle conseguenze devastanti del consumo di tutte le sostanze stupefacenti."
È quanto chiede il consigliere provinciale Massimo Bello, vice presidente del gruppo di Alleanza nazionale alla provincia di Ancona, in una mozione indirizzata al consiglio provinciale di Palazzo di vetro, attraverso cui l’esponente di An invita la giunta ed il presidente, d’intesa con la direzione scolastica regionale, a mettere in campo una serie di misure a sostegno delle politiche contro qualsiasi tipo di droga.
La mozione del consigliere di An Massimo Bello è in perfetta linea con quanto proposto dal vice presidente del Consiglio dei ministri e presidente nazionale di An, on. Gianfranco Fini, che in proposito ha annunciato, nelle settimane scorse, la stesura di un disegno di legge "tolleranza zero" che prevede la messa al bando di qualsiasi tipo di droga, vietandone oltre che lo spaccio anche il consumo, con l’obiettivo di debellare questa piaga sociale attraverso la prevenzione, il recupero e la repressione.
"Il consumo di droghe di ogni tipo è in costante e preoccupante crescita , quindi, le istituzioni hanno il dovere – dice il consigliere Bello - di intervenire a tutela di tutti i cittadini ed in modo particolare dei più giovani."
"Gli effetti devastanti di molti tipi di droga, prime fra tutte cannabis ed ecstasy, vengono sottovalutati – aggiunge il consigliere di An - soprattutto dai più giovani. Poi, da recenti ricerche è emerso che in Italia la situazione risulta essere sempre più allarmante e che addirittura il luogo in cui gli adolescenti consumano più spesso gli stupefacenti è la scuola."

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 03 novembre 2003 - 1850 letture