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giulia torbidoni: Zanzibar in vetrina all'incontro delle cooperative sociali

3' di lettura Senigallia 30/11/-0001 - La cooperativa sociale Zanzibar è la prima in Italia nella realizzazione del Progetto Equal che persegue l'apertura di alberghi gestiti da persone svantaggiate.
Proficuo il confronto tra le cooperative all'incontro di Marsala (TP).

Si è avuta la scorsa settimana a Marsala(TP) il convegno delle cooperative sociali dal titolo "Chi si distingue... non si estingue".
Il convegno ha visto la partecipazione di molte cooperative sociali italiane che hanno aderito al progetto Equal, promosso anche dalla UE, tra cui anche Zanzibar, cooperativa sociale di tipo B di Ancona.
Ma procediamo con ordine. Che cos’è una cooperativa sociale? E di tipo B? Che cos’è Equal?
Una Cooperativa sociale persegue l’integrazione sociale dei cittadini svantaggiati in due modalità differenti: 1) attraverso la gestione di servizi socio-sanitari, educativi; 2) attraverso lo svolgimento di attività diverse finalizzate all’inserimento di persone svantaggiate. Questo secondo la legge 381 dell’8 novembre 1991, con la quale nascono le cooperative sociali. E proprio da quanto detto si capisce la differenziazione che viene operata all’interno delle cooperative sociali: una cooperativa sociale di tipo B promuove l’inserimento di persone svantaggiate nel mondo lavorativo e dà anche loro l’opportunità di essere soci della cooperativa stessa; una cooperativa sociale di tipo A invece opera nella gestione di tutte quelle strutture e di quei servizi di cui queste persone necessitano.
La cooperativa sociale di tipo B di Ancona Zanzibar, che ha partecipato al convegno, ha appunto come scopo l’inserimento di persone svantaggiate nel mondo lavorativo tramite varie attività (una tipografia, un laboratorio di ceramica, due negozi nella zona del porto della città…).
Equal è un progetto. Uno dei tanti che si stanno elaborando, visto che l’Italia è il paese più sviluppato in economia sociale, e prevede la costruzione in 2 anni circa di una dozzina di alberghi in diverse aree del territorio nazionale. A tale progetto aderiscono 20 cooperative italiane, alcune delle quali si sono prese la responsabilità della costruzione e della gestione degli alberghi,altre invece non desiderano operare con tali finalità quanto piuttosto appoggiare il discorso della comunicazione per la ricerca di partner economici che possano aiutare le cooperative nell’impresa.
Tali strutture alberghiere seguiranno con maggiore sensibilità i bisogni delle persone portatrici di handicap troppo spesso ancora ignorate e offriranno loro un lavoro. Saranno le cooperative sociali a coprire le spese della costruzione prima e della manutenzione poi delle strutture, e questo è indubbiamente il discorso più complesso da affrontare, l’UE poi interverrà economicamente nella formazione del personale, composto appunto, come in ogni attività delle cooperative sociali di tipo B, da persone svantaggiate coadiuvate dagli educatori e operatori sociali.
Zanzibar di Ancona è riuscita ad ottenere uno stabile in una delle più splendide e centrali zone della città il Parco del Cardeto. Tale stabile verrà ceduto per 40 anni alla cooperativa,che provvederà alla sua ristrutturazione e mantenimento. Fin’ora la cooperativa marchigiana è la sola, fra quelle che hanno aderito al progetto, ad avere dati certi in mano. E questo sicuramente, come ha detto Gianpaolo Gherardi, presidente di Zanzibar, grazie ad un buon connubio con l’amministrazione comunale. Anche le altre cooperative si stanno movendo in questo senso e stanno cercando il dialogo con le amministrazioni locali.
Il progetto va avanti dunque ed esce rafforzato dal confronto fra le cooperative avvenuto a Marsala il 22 e 23 ottobre scorsi convinte sempre più che l’attuazione piena dei Diritti Umani passa attraverso la sensibilizzazione della cittadinanza e delle istituzioni politiche locali.
di Giulia Torbidoni





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 27 ottobre 2003 - 2322 letture

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