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voce misena: In ricordo di Padre Pietro

4' di lettura Senigallia 30/11/-0001 - Il 6 ottobre scorso sì sono tenuti i funerali dì Padre Pietro Giosolì, dei Servi di Maria, per tanti anni Parroco a San Martino di Senisallia. Riportiamo alcuni brani dall'Omelìa del Vescovo alla Santa Messa dì suffragio.

"Padre Pietro ha seguito la strada del Signore e noi potremmo chiamarlo l'uomo delle beatitudini. Si è sforzato di conformarsi a Lui, di imitarlo, di vivere giorno per giorno lo spirito delle beatitudini.
Beati i poveri. Chi incontra il Signore e unisce la propria vita alla sua è consapevole di aver già avuto una ricchezza enorme, inestimabile e allora non sente il bisogno di attaccarsi alle cose terrene. Se uno è già ricco dentro gli basta. Non cerca altre cose, non cerca delle compensazioni terrene. Padre Pietro è vissuto così, come un povero. Quando è morto non abbiamo trovato niente nelle tasche, nemmeno un soldo. E noi sappiamo che tutto quello che passava per le sue mani veniva distribuito ai poveri. (...)
Beati gli afflitti. Nella vita sacerdotale, nella vita religiosa ci sono tante gioie ma ci sono anche delle prove. Si incontrano delle sofferenze, delle tribolazioni, soprattutto quando si devono condividere le croci degli altri, quando ci si sente vicini ai fratelli che soffrono; si può andare anche incontro a incomprensioni, a umiliazioni ed anche a emarginazioni. Ma in tutto questo il vero discepolo di Gesù mantiene la gioia, mantiene la serenità. Anche questo aspetto noi lo abbiamo visto e conosciuto nella vita di Padre Pietro.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia. La giustizia consiste nel compimento della volontà di Dio. Padre Pietro, così come noi l'abbiamo conosciuto, ha considerato l'obbedienza, il fare la volontà di Dio come la cosa più importante della sua vita. Era questo il suo desiderio più profondo: fare la volontà di Dio. Così come si esprime attraverso la volontà dei superiori, anche quando per fare questa volontà bisognava stringere i denti. Questo spiega il fatto dei diversi passaggi, dei diversi trasferimenti, che il nostro Padre Pietro ha conosciuto e sperimentato nella sua vita. Ha cambiato diverse volte il luogo dove lo portava il suo ministero e lo ha fatto per obbedienza, non perché lui lo chiedesse, ma perché gli era stato chiesto. Ha dimorato nel convento di Bologna all'inizio, poi in Ancona al Sacro Cuore. È stato poi per diversi anni parroco e priore a Campocavallo, quindi a Pesaro come consigliere provinciale e priore. Successivamente è stato anche a Reggio Emilia, e poi ancora a Bologna come parroco. Quindi ancora a Pesaro come cappellano dell'ospedale e poi finalmente a Senigallia. Parroco per 13 anni, fino a due anni fa. Poi a Pesaro, in questi ultimi tempi. Fatto per obbedienza perché in questo vedeva la volontà di Dio.
Beati i misericordiosi. La misericordia di Dio passa ordinariamente attraverso il sacramento della riconciliazione, la confessione. La confessione è un tribunale dove nessuno viene controllato. È un tribunale dove tutti possono sperimentare la bontà e la misericordia di Dio. E il Signore si serve di un suo ministro per comunicare la sua misericordia, il suo perdono. A questo servizio, a questo ministero della riconciliazione Padre Pietro ha dedicato tantissimo tempo. (...)
Beati i puri di cuore. I puri di cuore sono coloro che hanno un cuore indiviso, non un cuore diviso tra una e altre persone, ma tutto il cuore ce l'hanno per il Signore. Questi sono i puri di cuore. Ecco Padre Pietro: un discepolo di Gesù, un sacerdote, un religioso che si è sforzato di imitare il Signore. E ora con la morte la sua vita terrena ha ricevuto il sigillo, non può più essere modificata, rimane quella che è stata.
Il nostro Padre Pietro si presenta così al Signore, come uno che si è sforzato di camminare nella via delle beatitudini. Anche lui ha avuto i suoi limiti, quelli che sono propri della condizione umana. Ma una cosa è certa: che Padre Pietro è rimasto fedele a quella scelta compiuta tanti anni fa ed è stato fedele fino ai suoi 85 anni. Non per suo merito ma per l'aiuto di Dio, con la Grazia di Dio."
E noi lo affidiamo al Signore della vita, con fiducia e speranza ma anche con tristezza perché sappiamo di perdere visibilmente un amico. È stato un dono che il Signore ha voluto fare all'Ordine dei Servi di Maria, alla Chiesa, anche alla nostra Chiesa di Senigallia e a tutte le persone che questo sacerdote, religioso, ha avuto modo di incontrare nella sua vita. E anch'io, personalmente, mi sento di avere un debito di riconoscenza verso di lui e anch'io dico grazie con tutto il cuore al Signore perché ce l'ha donato.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 23 ottobre 2003 - 1662 letture

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