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il resto del carlino: L'Authority non è un doppione

2' di lettura Senigallia 30/11/-0001 - Intervista all'avvocato Antonio Taddei che spiega l'idea di istituire un'authority sul controverso problema della musica sul lungomare. Sarebbe un punto di riferimento unico per albergatori, residenti ed esercenti, in grado di dare indicazioni, esprimersi e coordinare gli interventi del comune.

«Non intendevo certo toccare la suscettibilità di nessuno, ne tantomeno del difensore civico, figura nella quale ho sempre creduto e della quale sono fautore. Il senso della mia proposta per un'authority nella 'guerra dei decibel' era un altro. Mi dispiace solo che non sia stato colto a pieno». Replica così l'avvocato Antonio Taddei ai 'risentimenti' del difensore civico senigalliese dopo la proposta che lo stesso Taddei aveva fatto attraverso il 'Carlino' dì un'anthority sui concertini. L'avvocato anconetano, che in passato si è occupato di varie contese giudiziarie per questioni di 'rumorosità' di pubblici esercizi, torna cosi di nuovo sull'argomento e sulla sua proposta, dopo aver preso atto dell'intervento del difensore civico Paolo Petrolati che in sostanza aveva detto che un'authority a Senigallia esiste già, ed è proprio il difensore civico.
Taddei, in che senso ritiene che la sua proposta non sia stata compresa?
«L'authority che intendevo io è un'altra cosa rispetto al difensore civico» spiega Taddei. «Come figura istituzionale il difensore civico ha un ruolo ben definito e meritevole. Come ha detto lo stesso dottor Petrolati, a lui si rivolgono cittadini o comitati che chiedono il rispetto del limite nella emissione dei decibel. Ma il compito del difensore civico si espleta nel raccogliere segnalazioni, aprire fascicoli e quindi trasmetterli agli uffici competenti per i provvedimenti che venissero ritenuti opportuni. L'authority invece avrebbe una funzione non solo di controllo ma anche di autonoma azione in ambito amministrativo e politico, utilizzando norme e regolamenti».
Quindi non ci sarebbe alcuna sovrapposizione?
«Assolutamente, perché sarebbero due figure distinte. Tanto per intenderci, l'authority su delega della Giunta o del consiglio comunale potrebbe avere anche una funzione ed una competenza decisionale, indirizzando anche le scelte e gli interventi della stessa amministrazione. Il difensore civico in questo percorso, potrebbe essere un supporto importante dell'authority, segnalando eventuali problemi legati all'inquinamento acustico. Ma il suo ruolo non può essere decisionale. Creando invece un ufficio ad hoc, tutte le competenze verrebbero riconosciute a questa figura. Un po' come avviene per le telecomunicazioni, la pubblicità, o più a livello locale per l'authority portuale di Ancona. Titolari di bar, esercizi pubblici e cittadini avrebbero così un punto di riferimento in grado di recepire istanze ma anche di esprimersi. Sono peraltro contento che l'assessore Ceresoni comunque si è espresso con favore verso questa ipotesi».
di Sandro Galli





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 21 ottobre 2003 - 1754 letture

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