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corriere adriatico: Con lo spray assalta l'ufficio postale

2' di lettura Senigallia 30/11/-0001 - Appena 150 euro rubati nell'ufficio postale di Piticchio. Un uomo di 35-40 anni ha minacciato l'impiegato allontanandosi con un'auto rubata.

Altro che pistola o taglierino. Per rapinare l’ufficio postale di Piticchio di Arcevia è stata sufficiente una bomboletta spray, di quelle che spruzzano liquido irritante. Con quella in mano un malvivente ha minacciato l’impiegato e gli ha intimato di consegnare tutto il denaro disponibile, pensando a chissà quale cifra. Nella mani del bandito però sono finiti soltanto l50 euro, non un centesimo di più. Questo grazie soprattutto al sistema da tempo in funzione in tutti gli uffici postali, che utilizza una serie di cassetti porta valori a tempo, regolati secondo gli standard dei movimenti in denaro del singolo ufficio. In pratica agli sportelli di uffici postali piccoli come quello di Piticchio, le somme presenti alla cassa sono sempre di modesta entità, il rapinatore di ieri però ha pensato il contrario. Chissà per quali strani calcoli ha creduto che il bottino potesse essere ben più consistente, magari dell'ordine di qualche migliaia di euro. Così l'uomo, dall'apparente età di 35-40 anni, si è presentato all'interno dell'ufficio e con la bomboletta spray in mano ha intimato all' impiegato di consegnargli tutto il denaro a disposizione. Il dipendente postale, superato un momento di smarrimento e di sorpresa, non ha fatto altro che prendere tutte le banconote dal cassetto e metterle nelle mani del rapinatore, che ha intascato il denaro e si è dato alla fuga, a bordo di una Lancia Dedra risultata rubata. Poco dopo l'allarme ai carabinieri. A Piticchio sono arrivati i militari della stazione di Arcevia e quelli del Nucleo operativo di Fabriano, che hanno provveduto ai consueti accertamenti per cercare di identificare l'autore del colpo. Su questo gli investigatori sono fiduciosi, contando su diversi elementi, emersi dal racconto dell'impiegato dell'ufficio. Primo fra tutti che il malvivente ha agito a volto scoperto e che parlava con un accento della zona. Inoltre le modalità della rapina sono risultate in tutto simili a quelle di una analogo colpo messo a segno qualche settimana fa a Genga. Cosa che fa pensare al medesimo autore. Al di la della modestia del bottino, c'è il particolare insolito dell'arma servita per minacciare l'impiegato postale: una bomboletta che presumibilmente conteneva gas irritante. Uno strumento che fino a questo momento non era mai comparso nel "catalogo" delle armi utilizzate in episodi del genere nelle Marche, Una tecnica singolare, all'apparenza innocua, ma comunque sufficiente a neutralizzare qualsiasi tentativo di reazione da parte della vittima di turno.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 21 ottobre 2003 - 1644 letture

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