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corriere adriatico: Si gettano dalla nave in fiamme: Terrore sul Nilo

2' di lettura Senigallia 30/11/-0001 - Anche una giovane Senigalliese coinvolta nel terribile incendio sul Nilo. Fortunatamente la ragazza, come tutti gli altri marchigiani, è rimasta illesa.

Acqua, fuoco e terra: i tre elementi insieme, in una notte drammatica per i turisti che erano a bordo della nave da crociera "Kempinski Ganna Cruise Ship". Una nave superlussuosa che ha rischiato di trasformarsi in trappola mortale per i sei marchigiani che facevano parte di un gruppo di 42 testimoni di Geova italiani. Hanno perso tutto, nel legno divorato dalle fiamme, nelle acque del Nilo, raggiungendo terra in mutande. Ma si sono salvati: Marco Bartoli con sua moglie Marcellina ed il figlio Nicola Sauro Petrucci ed Emanuele Paciotti ed una giovane senigalliese. Una serata piacevole, a tavola nel ristorante della nave, dopo avere passato la chiusa di Esna. Poi un botto, le fiamme, il terrore, la fuga gettandosi in acqua. Erano le 22 locali. Sauro Petrucci, 24 anni, metalmeccanico di Villanova di Calcinelli, ed Emanuele Paciotti, 23 anni, elettricista di Lucrezia di Cartoceto, per due anni bagnino di salvataggio, stavano conversando con due amiche. Valentina Rosati, ventenne di Rimni, e una vicentina... "Un gran botto, l'incendio. Inizialmente sembrava piccolo, controllabile. Invece, niente allarme, il sistema antincendio non ha funzionato, l'acqua non usciva dai bocchettoni, l'equipaggio si è fatto prendere dal panico. Scappavano tutti". Sauro Petrucci prova a recuperare la tranquillità nella camera dello Sheraton Heliopolis, l'hotel che ospita i naufraghi, ma nelle sue parole c'e è il terrore vissuto dai turisti. "Siamo fuggiti dalla sala ristorante, a livello dell'acqua, al ponte superiore, dove c'è la piscina. Abbiamo girato intorno alle nave per capire cosa stava accadendo, dentro il fumo impediva di vedere. Alcuni si sono buttati subito in acqua, con un tuffo di dieci metri. Poi è saltato l'impianto elettrico, siamo rimasti al buio. Inizialmente eravamo in mezzo al Nilo. Troppo lontani da riva, ma quando ci siamo avvicinati ad una trentina di metri, ci siamo tuffati. Alcune bracciate e abbiamo toccato terra...". Pensando anche agli altri, perché Emanuele Paciotti ha tratto in salvo la giovane amica riminese. "È stato bravissimo. Io, invece, non sono un bravo nuotatore e per non correre rischi ho gettato via tutti i vestiti. Avevo salvato solo il telefonino, ma l'acqua del Nilo l'ha rovinato" racconta Sauro. Nel frattempo, gli altri pesaresi riuscivano a salvarsi, tuffandosi (Marcellina Toccaceli) o soccorsi dall'equipaggio di un'altra nave che aveva raggiunto il luogo del disastro (Marco e Nicola Bartoli, rispettivamente falegname alla Diamantini e Domeniconi e ragioniere alla Giommi Infissi). Oggi torneranno a casa, ma dal favoloso Egitto porteranno solo il ricordo di una tragedia sfiorata, le immagini di una notte di terrore.
di Luciano Murgia





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 17 ottobre 2003 - 2619 letture

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