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sprint: Separati in casa

3' di lettura Senigallia 30/11/-0001 - Considerazioni sulla situazione estiva del lungomare. Se da un lato il comune sembra dare la priorità a chi vorrebbe un lungomare sottotono dall'altro i gestori dei locali non riescono a coordinarsi per dar forza alle esigenze dei loro numerosi clienti.

Venerdì 26 settembre si è svolta la festa di chiusura del Bar Tatiana, uno dei locali di maggiore successo, ormai da anni, dell'estate senigalliese. I numeri sono buoni: 250 persone prenotate per la cena, almeno un migliaio le persone totali presenti alla festa. Tanta gente sicuramente attirata dalla possibilità di poter ballare gratis, come già avviene ai Full Moon Party organizzati dal Soleluna, ha reso la festa un evento più che riuscito. Peccato però che per organizzare una festa ogni tanto si debba lasciare il locale originale per spostarsi in aperta campagna con il risultato di un lungomare deserto o perlomeno sottotono rispetto alle aspettative di chi vi si reca. C'è da dire che la scelta è però obbligata in quanto l'amministrazione comunale non mostra alcun tipo di comprensione o tolleranza verso chiunque cerchi di organizzare qualcosa in prossimità della spiaggia, cioè dove la gente si aspetterebbe di trovare musica e compagnia. Ci si sposta anche per l'impossibilità di poter utilizzare fimo a tarda notte la spiaggia, concessa fimo all'una, cioè proprio quando la gente comincia ad arrivare; impossibilità che accentua i problemi di spazio dei locali che non saprebbero dove mettere così tanta gente. Come però spesso accade meritano una botta sia il cerchio che la botte: infatti se da un lato ci troviamo con una amministrazione intollerante ad ogni tipo di svago, dall'altra i gestori non sanno assolutamente comunicare tra loro, non vanno d'accordo, non sono mai riusciti, e sinceramente non so se ci abbiano mai provato, ad organizzarsi in una associazione libera dalle bandiere di inutili sindacati come Confesercenti e Confcommercio, sempre proni alle decisioni dell'amministrazione. Una associazione tra locali obbligherebbe infatti la sindaco a parlare con qualcuno che rappresenta tutti e che non combatte da solo per ottenere un tornaconto personale fregandosene degli altri senza sapere di danneggiare anche se stesso. La forza dell'amministrazione infatti sta tutta lì: si trova a doversi scontrare con "un soldato" alla volta e non contro "un esercito" che combatte compatto per uno scopo comune che non è altro che quello di poter svolgere il proprio lavoro in modo sereno, tranquillo e rispettoso, senza dover incombere in pesanti multe o ancor peggio in denunce penali, accontentando una volta tanto i propri clienti, turisti o cittadini, e non un albergo o un assessore. II primo passo deve quindi essere quello di creare un'associazione di locali ed esercenti del lungomare per poi presentarsi in comune con un "programma per l'estate". Poi però si dovrebbe discuterne con Nardella. E quando si dice Nardella è meglio chiudere l'articolo.
di Tequila & Bonetti





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 16 ottobre 2003 - 1604 letture

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