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il messaggero: Usura al 600%: si va in Tribunale

3' di lettura Senigallia 30/11/-0001 - Rinviati a giudizio il grossista di pesce e il promotore finanziario, ex direttore di banca, accusati di usura. Il processo inizierà il 20 novembre.

Inizierà il prossimo 20 novembre di fronte al Gup di Ancona Francesca Grassi l'udienza preliminare carico di Renato Rocchetti ed Ivano Marchionni, i due senigalliesi per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio con l'accusa di usura. L'operazione congiunta tra Polizia e Guardia di Finanza aveva portato alla luce un giro di prestiti ad interessi usurai (addirittura anche del 600%), rilasciati principalmente a baristi, ristoratori e gestori di locali di mezze Marche. Secondo il sostituto procuratore Rosario Lioniello, Rocchetti e Marchionni avrebbero tentato di prendere il controllo dei locali gestiti dai loro "clienti" nel momento in cui costoro non fossero riusciti più a far fronte alla restituzione dei prestiti. Gli arresti di Rocchetti e Marchionni, posti per alcune settimane agli arresti domiciliari prima di ottenere di nuovo la libertà, destarono notevole impressione a Senigallia per la grande visibilità dei due personaggi. Ivano Marchionni, 50 anni è il maggiore commerciante all'ingrosso di pesce a Senigallia. Persona piena d'iniziativa, è molto conosciuto sia nell'ambiente del porto sia, soprattutto, in quello dei ristoratori senigalliesi e non. Infatti la ditta Marchionni & c. rifornisce moltissimi ristoranti ed alberghi in quasi tutta la fascia litoranea delle Marche. Marchionni ha la propria rivendita all'ingrosso in via Canaletto a Cesanella ed è anche titolare di un negozio al dettaglio nella galleria del centro commerciale di Saline. L'accusa nei confronti di Ivano Marchionni è quella di aver venduto il pesce ai suoi clienti facendo loro credito per poi farsi restituire il denaro richiedendo interessi stratosferici. Addirittura, l'uomo sarebbe divenuto proprietario di alcuni ristoranti di suoi clienti che non erano riusciti a pagare il proprio debito nei suoi confronti. A predisporre (secondo l'accusa) i prestiti ed i relativi piani di rientro con gli interessi esorbitanti proposti ai clienti del commerciante ittico sarebbe stato, secondo l'accusa, proprio Renato Rocchetti, 52 anni, promotore finanziario anch'egli molto in vista in città. Prima di dedicarsi alla sua attività di promotore finanziario, infatti, Rocchetti era stato per alcuni anni direttore della filiale di Cesanella di Senigallia della Banca delle Marche. Notevole anche il suo impegno politico e civile: Rocchetti era infatti presidente del Tribunale del malato presso l'ospedale cittadino. Proprio la fitta rete di amicizie e di rapporti che Rocchetti aveva intessuto negli anni con svariati strati della società civile senigalliese lo avevano portato nel maggio del 2000 anche ad una candidatura politica nelle file della coalizione di centrodestra nelle elezioni comunali. Sono ben undici i capi d'imputazione contestati dal pm Lioniello. Corrispondono ad altrettante parti offese nel procedimento. La difesa di Marchionni – rappresentata dall'avvocato Donnino Donnini aveva rilevato che il suo assistito non ha mai fatto personalmente alcun prestito ma solo cercato di recuperare il denaro che i suoi genitori (il padre è scomparso nel '98, la madre nel 2000) avevano dato a commercianti della zona già dagli anni Ottanta e Novanta. Quanto a Rocchetti, per voce dei suoi legali Amos Benni e David Favia, aveva fatto sapere di non aver mai partecipato ad attività usurarie e di aver solo messo a disposizione di Marchionni la propria esperienza bancaria e finanziaria per calcolare i piani di rientro delle somme di denaro prestate dai genitori del grossista.
di Marco Benarrivo





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 16 ottobre 2003 - 2302 letture

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