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giulia torbidoni: Alla marcia della Pace partecipano anche i senigalliesi

3' di lettura Senigallia 30/11/-0001 - Forte e significativa la presenza senigalliese tra i 300.000 della marcia della pace Perugia-Assisi. Insieme al Sindaco hanno parteciapto rappresentanti di numerose realtà cittadine, anche diverse tra loro, ma tutte concordi su una cosa: la pace.

Ore 7.00 di domenica mattina, piazzale dello stadio comunale di Senigallia: ecco l’ora e il punto di partenza. Zaini in spalle e bandiere colorate: il gruppo è pronto per l’annuale Marcia della Pace. E si parte. Si risponde così anche dalla nostra città all’iniziativa promossa dal “Tavolo Per La Pace” che ogni anno porta migliaia di persone a dimostrare le proprie convinzioni pacifiste, nonché le proprie qualità fisiche di resistenza!, nei 23 Km di tragitto tra Perugia ed Assisi. La manifestazione, sempre molto sentita e vissuta, ha visto sfilare quest’anno circa 300.000 persone che hanno trovato ancora una volta la possibilità di gridare in un solo coro una stessa identica parola: pace. In una sola concezione si è riusciti ancora una volta a vedere unite persone per molte convinzioni e per molti aspetti lontane ed ecco perché a fianco dei gruppi di Azione Cattolica marciavano gruppi con le bandiere rosse, missionari come Alex Zanotelli e immigrati, politici delle istituzioni e gruppi extra-parlamentari. Tutti erano presenti, portando le proprie differenze, le proprie peculiarità ma dicendo a gran voce che in mezzo alla galassia di diversità che può sussistere tra l’uno e l’altro gruppo il punto base, di partenza direi, rimane identico. È contestabile dunque il fatto che fossero presenti molte diverse bandiere politiche? Certo, qualora si voglia polemizzare o aprire banali fronti di discussione evitando il nodo cruciale della manifestazione, non ammirando invece il fatto che siano proprio le differenze di pensiero, azione e giudizio a portare ad una sola identica risposta ai problemi attuali. Tante diversità ma una sola conclusione. Nei tre pullman senigalliesi anche il sindaco, nonché le Donne in Nero, rappresentanti dei sindacati, giovani e meno giovani, allenati e non, tutti a dimostrare che l’opinione della popolazione deve farsi sentire e gridare contro ogni guerra, ma anche contro ogni tipo di violenza e sfruttamento, povertà e minime condizioni di vita che sono le prime, e forse le più vere, cause di conflitti. Ma non bisogna dimenticare nemmeno la ragione economica e le strategie politiche che stanno dietro ad ogni guerra, ecco allora che ci si oppone alla cancellazione della legge 185/b, legge che vieta il commercio di armi a popoli in guerra, si boicottano quelle banche e naturalmente quelle multinazionali che commerciano in armi arricchendosi con il sangue e si continua a crescere mirando sempre alla stessa meta e a non cedere. Ecco che allora a chi rimprovera ai pacifisti un impegno soltanto ideologico e non concreto, si può rispondere invece che da riflessioni e utopie nasca un intero stile di vita, sicuramente più difficile e magari non sempre coerente visto il mondo in cui viviamo, ma comunque responsabile, cosciente e che cerca il più possibile di essere autonomo dai modelli proposti e celatamente imposti.
di Giulia Torbidoni





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 15 ottobre 2003 - 1688 letture

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