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vj: Invasione di Api...al teatro Pergolesi di Jesi

4' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Miele e apicultori al Teatro Pergolesi di Jesi per la prima rappresentazione in epoca moderna de "L’Ape Musicale" di Lorenzo Da Ponte. In occasione del titolo inaugurale della XXXVIII Stagione Lirica, la Fondazione Pergolesi Spontini lancia una curiosa iniziativa.

da Fondazione Pergolesi Spontini
www.fondazionepergolesispontini.com


Per la ‘prima’ di martedì 20 settembre alle ore 21 (con replica il 22 settembre ore 16), gli apicultori saranno invitati a esporre il meglio della loro produzione nel foyer del Teatro. Gli spettatori potranno dunque prima degustare il miele della regione e poi assistere alla commedia per musica in due atti scritta da Lorenzo da Ponte nel 1789 per il pubblico viennese.

Nell’Ape Musicale il riferimento alle api è esplicito: la commedia musicale, un ‘pastiche’, ovvero un'opera costruita con pezzi tratti da opere esistenti, ‘sugge’ da autori diversi del settecento le arie più apprezzate dal pubblico dell’epoca, esattamente come fa un’ape che sceglie il miglior nettare fior da fiore.

La prima rappresentazione in epoca moderna de L'Ape Musicale commedia per musica in due atti su libretto e "collage musicale" di Lorenzo Da Ponte (con brani di Pasquale Anfossi, Domenico Cimarosa, Florian Gassmann, Giuseppe Gazzaniga, Vicente Martin i Soler, Domenico Mombelli, Wolfgang Amadeus Mozart, Giovanni Paisiello, Antonio Salieri, Angelo Tarchi) aprirà il 20 settembre alle ore 21 e il 22 settembre (ore 16) la XXXVIII stagione Lirica di Tradizione del Teatro Giovan Battista Pergolesi di Jesi, anticipando di qualche mese le celebrazioni mozartiane.

L'opera - un "pasticcio" tipico del teatro musicale settecentesco – verrà riportata alla luce nella ricostruzione della versione viennese del 1789 a cura di Anelide Nascimbeni, Attilio Cremonesi, Vincenzo De Vivo, con i recitativi di Attilio Cremonesi nelle Edizioni della Fondazione Pergolesi Spontini.

L'allestimento sarà realizzato dal Teatro Pergolesi in coproduzione con Teatri S.p.A. di Treviso (sarà infatti proposto a Vittorio Veneto, dove nacque nel 1749 Emanuele Conegliano ovvero Lorenzo Da Ponte) e in collaborazione con il Maggio Fiorentino Formazione ed Eurobottega. Ad aggiungere pepe all’allestimento sarà la verve degli interpreti, cantanti giovani ma già noti del panorama lirico internazionale: Luigi De Donato, Gianluca Pasolini, Mario Cassi, Ermonela Jaho, Monica Colonna, Manuela Bisceglie. Dirige la FORM-Orchestra Filarmonica Marchigiana il Maestro concertatore e direttore Attilio Cremonesi. Firma la regia Michal Znaniecki, il regista polacco che ha realizzato in Italia importanti spettacoli del repertorio settecentesco tra i quali Il Flaminio di Pergolesi al Festival Pergolesi Spontini 2004. Le scene saranno di Luigi Scoglio, i costumi di Barbara Ptak, l’interpretazione vocale è a cura di Regina Resnik. L’opera sarà trasmessa da Rai Radio 3.

Esistono quattro versioni dell’ Ape musicale: tre riguardano il repertorio settecentesco dei teatri imperiali asburgici (le viennesi del 1789 e del 1791, e la triestina del 1792) ed una - la più tarda, destinata al Teatro di New York nel 1830 - è incentrata sull'opera rossiniana. Delle quattro "Api" solo quella americana è stata oggetto di studio e di rappresentazione, andando in scena a Montepulciano e a Venezia nel 1989.

Verso la fine di luglio del 1788 Giuseppe II, impegnato nella guerra contro i Turchi, prendeva la decisione di chiudere l'Opera italiana, i cui costi gravavano notevolmente sull'erario. Da Ponte si adoperò per cercare soluzioni al problema: ipotizzò una sorta di comunione di palchettisti che sostenesse le spese di gestione dell'Opera italiana: l'espediente riuscì a mutare le sorti della Compagnia d'opera, che proprio il 27 febbraio del 1789 - data fissata per la chiusura del Teatro - potè mettere in scena una nuova produzione: L'Ape Musicale.

La trama descrive con sapienza ed arguzia le vicende di un gruppo di virtuosi e di un poeta che si fa impresario per allestire un'opera nuova con "musiche note". Identificandosi col protagonista, Da Ponte mette in scena uno spettacolo che rispecchia la realtà della compagnia viennese e le vicende che avevano agitato gli artisti dell'Opera Italiana: "quest'opera era una critica assai arguta e piacevole del pubblico, degli impresari, de' cantanti, de' poeti, de' maestri di cappella ed infine di me medesimo", ne scrisse a proposito il celebre librettista.

Sarà un teatro nel teatro, insomma, in cui tutti verranno coinvolti, spettatori compresi. Sarà il pubblico a decidere con quale Sinfonia inizierà l’opera, tramite una votazione nel foyer del Teatro Pergolesi.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 01 ottobre 2003 - 1181 letture

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