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vj: Falconara: commissioni consigliari non più pubbliche

2' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Abbiamo avuto notizia che lunedì 12 il Consiglio Comunale di Falconara Marittima dovrebbe discutere la modifica del Regolamento interno.

dai Comitati cittadini Falconara
www.comitati-cittadini.net


Tra gli emendamenti proposti dalla I commissione consiliare uno ci preoccupa fortemente: l’art 78 della bozza del regolamento del Consiglio.

Detto articolo recita testualmente: “Le sedute delle commissioni consiliari non sono pubbliche”; mentre, come è noto, ora ad esse possono assistere i cittadini!

Siamo praticamente di fronte ad un ulteriore tentativo impositivo da parte di chi gestisce il potere.

In pratica i cittadini non sapranno di che parleranno e discuteranno le commissioni e, quindi, non potranno esprimere il loro parere con i rappresentanti da loro eletti. Gli atti delle Commissioni saranno portati in Consiglio, o addirittura in Giunta, già belli, pronti e confezionati senza che la cittadinanza interessata a particolari problemi - e che magari, su determinati argomenti ha le idee molto più chiare di tanti amministratori - possa in alcun modo intervenire nella formulazione e nella stesura degli stessi. E' certamente un caso, ma tutto ciò accade mentre si sta dibattendo il nuovo assetto di Falconara ed il nuovo piano regolatore.

Questo tentativo di emarginazione è tanto più grave in una città che accusa centinaia di problematiche ambientali, epidemiologiche e strutturali. E’ un atto quasi provocatorio.

Gli abitanti di Falconara non si vogliono sostituire all’autorità politica e amministrativa ma, in una zona così tanto martoriata e per la quale alcuni stanno concertando ulteriori scempi, sicuramente pretendono di essere almeno informati e di partecipare alle scelte per evitare che, come sempre, vengano fatte cadere come tegole sulle loro teste.

Non è concepibile che proprio l’Amministrazione, espressione del voto della città, sia la prima a voler nascondere l’operato delle commissioni e in un momento in cui tanto si parla di trasparenza, sussidiarietà e dovere di informazione.

Finora i cittadini, in un certo qual modo e pur se in minima parte, sono stati garanzia di chiarezza dell’attività comunale, domani, se l’articolo 78 dovesse passare nell’attuale formulazione, essi non sapranno neanche di cosa si discute.

Alla faccia della trasparenza e della democrazia.

Però chi ci amministra ci invia, ogni 10 o 15 giorni, il notiziario comunale con il quale ci vengono comunicate le decisioni già deliberate!

Siamo molto curiosi di vedere quanti dei nostri rappresentanti eletti in Consiglio si sentiranno di avallare questo ulteriore tentativo di sopprimere la dialettica democratica.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 01 ottobre 2003 - 1046 letture

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