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Una farsa grottesca e, a tratti, seriamente inquietante. E’ stato questo il clima, che si è respirato dentro l’Aula consiliare, in cui si è svolta la terza seduta del Consiglio dell’Unione. Per un istante, seppur breve, è sembrato, a noi dell’opposizione, di fare un salto indietro nel tempo e di assistere ad una riunione del vecchio ‘bureau’ del partito comunista sovietico, in cui ogni sussulto di dissenso democratico – magari giusto, fondato e pertinente che fosse – sarebbe stato tacciato di inverosimile, inaudito e controrivoluzionario!


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“A Senigallia, c'è un problema di legalità, di immigrazione irregolare e di ordine pubblico. Checché ne dica il Sindaco Mangialardi, il PD e tutta la sinistra estrema. L’Amministrazione della città vuole farci credere il contrario, ma i fatti parlano diversamente.”


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“…Oh, gli vorrei dare una scarpata! Ritiro tutto quello che ho detto. Tempi tre minuti a intervento, un intervento singolo, replica due minuti. Così imparano…!” A pronunciare queste poche, grette ed inopportune, ma inequivocabili parole è stato Moris Mansanta, Presidente del Consiglio comunale dell’Unione dei Comuni, nonché Vice Sindaco di Ostra, a termine di un mio intervento in aula, nella seduta del Consiglio dell’Unione di martedì scorso. Non accorgendosi però - il vile, arrogante e maleducato Mansanta - che il suo microfono fosse ancora acceso!


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Grave situazione igienico-sanitaria al primo piano dell'ex chiostro di San Francesco di proprietà comunale. Massimo Bello (Lega-FDI-autonomia per Ostra Vetere) segnala la questione con un esposto agli uffici del dipartimento prevenzione-servizio veterinaria dell'ASUR. Chiedono un intervento immediato di ripristino delle condizioni igienico-ambientali.


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“Luca Memè cominci ad assumersi le proprie responsabilità anziché scaricarle su chi non ha nulla a che fare con la sua Giunta e su chi non c’è più. Memè provi a farsi un esame di coscienza, qualora vi riesca, su ciò che la sua Amministrazione non abbia fatto e su come sia riuscito in pochi anni a distruggere, appiattire e rendere anonimo un paese dalle mille peculiarità e potenzialità.