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I legali di Massimo Renelli, avvocati Tommaso Rossi e Marusca Rossetti, nel prendere le distanze dalla notizia riportata da alcune testate giornalistiche locali, smentiscono categoricamente la circostanza che il proprio assistito si fosse posto alla guida in stato di alterazione psicofisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti al momento dell’investimento mortale del 6 gennaio 2019.