Culture migranti


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Pino, madre di Fiume, e padre di Pola, ha sentito spesso nella sua infanzia i racconti dei parenti fuggiti dall’Istria nel ’48 e poi dei loro pellegrinaggi come profughi per tutta l’Italia. “Ci siamo resi conto solo da grandi di quello che era successo, ci sono voluti più di 60 anni per riportare a galla tutto quello che era successo”.

di Giulia Angeletti
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Scappavano tutti da Senigallia, perché il lavoro c’era solo d’estate. Io ero il vitellone che guidava la cordata: appena diplomato, ho fatto una scommessa con i miei amici e ho comprato un biglietto solo andata per Milano”. È questo l’inizio del viaggio di Dario, ora arrivato a Padova. Liquidatore, operaio, ma sopra a tutto poeta.

di Giulia Angeletti


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Ormai è più di un anno che Daniele si trova a Sarajevo. Qui svolge una duplice attività: Lettore di Italiano presso la Facoltà di Filosofia dell’Università di Sarajevo e responsabile dell’Ufficio Cultura dell’Ambasciata Italiana in Bosnia Erzegovina. “Sono molto contento del lavoro che svolgo: lo considero un incarico prestigioso e gratificante, anche se a volte un po’ pesante”.

di Giulia Angeletti


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Andrea e Kundera vengono dall’Albania. Sono arrivati in Italia seguendo come tanti l’illusione di un sogno propinato dalle televisioni e dalle voci che si inseguono riguardo al nostro paese e alla sua bella vita. Ma qui l’illusione svanisce, e quello che era un sogno si trasforma in un incubo.

di Giulia Angeletti


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Sarah aveva quindici anni quando ha seguito i genitori alla volta dell’Italia, ventiquattro ore di pulman per approdare in un paese straniero, e a lei piuttosto indifferente. A tre anni da allora sente ancora la nostalgia di casa.

di Giulia Angeletti


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Imed, tunisino, è stato studente, immigrato, carcerato, fuggitivo, e infine scrittore. Ora vive il suo esilio lontano dall’Italia, traducendo le memorie del più famoso scrittore tunisino Shabbi, e mettendo mano al suo blog, ricco di spunti sul presente e sulla condizione di disagio degli immigrati.

di Giulia Angeletti


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Dopo una laurea in lingue e letterature straniera, Alexandra decide di proseguire gli studi in Italia. Il primo anno è stato un po’ disorientante, ma presto si è trovata bene. Ora a pochi esami dalla laurea il suo più grande desiderio è sentirsi realizzata a livello di studio, professionale e umano.

di Giulia Angeletti


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Scavatore e autista, Omar viene dal Marocco, e da li fa arrivare nel corso degli anni la moglie e le quattro figlie. Ora, trovato un lavoro fisso a Senigallia, il problema è la casa, che non è a norma e che il proprietario non si preoccupa di sistemare. Un altro problema è seguire la crescita delle figlie.

di Giulia Angeletti


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Bangladesh, Roma e infine Senigallia. Percorso comune a molti altri ragazzi che come Alam sono andati via da un paese del “terzo mondo” per cercare lavoro in Italia. Nel nostro paese prende alcuni diplomi, e infine inizia ad occuparsi di commercio.
Alle elezioni del 27 maggio è candidato come consigliere aggiunto per gli stranieri nella provincia.

di Giulia Angeletti


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Gli ebrei sono italiani a tutti gli effetti, la loro presenza nel nostro paese data a 2.300 anni fa, quando sotto l’impero romano i primi ebrei giunsero a Roma dalla Galilea. Il fatto di presentare Ettore Cohen, ebreo senigalliese, all’interno di questa rubrica di migranti, non significa dire che gli ebrei sono degli stranieri, ma va letta come presentazione di una cultura religiosa diversa da quella cristiana che ha avuto molta importanza per la storia della nostra città.

di Giulia Angeletti


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Quando nel 1992 chiesero a Bruno se se la sentiva di dirigere l’Associazione Multietnica, lui accettò volentieri, ma ad una condizione, che l’Associazione fosse di tutti e per tutti gli immigrati.
Ora a distanza di quindici anni, Bruno partecipa ancora a tutte le riunioni, seppur con un impegno minore, visto i suoi 85 anni.

di Giulia Angeletti


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Gutian, o meglio Sophia, come la chiamano tutti, ha lasciato alle spalle un paese con una situazione politica instabile, per venire in Italia dove pensava di avere più opportunità. Nonostante i grossi problemi di lingua, e la distanza culturale e mentale tra Cina e Italia, è riuscita ad accettare la situazione, ed inserirsi nella vita della città.

di Giulia Angeletti


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Susana 15 anni fa lasciava il Perù per venire in Italia con suo marito e i suoi figli. Come molta altre persone, anche alla sua famiglia non bastava più quello che guadagnavano, anche in seguito alla rivoluzione della moneta, e così hanno deciso di venire in Italia.

di Giulia Angeletti


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Studiare all’estero è sempre stato visto come una cosa di prestigio. Ma quando Anastasia a 18 anni è venuta a Senigallia si è ritrovata in classe con dei quattordicenni, in un paese straniero e costretta a ristudiare cose già fatte.

di Giulia Angeletti


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Dalla Tunisia Mounir viene in Italia a fare il cameriere. Prima Bari, poi Senigallia, dove per vivere si adatta a fare i lavori più diversi. Il grande problema della sua famiglia è la casa. Abitano in quattro in una stanzetta aspettando una casa popolare che non arriva.

di Giulia Angeletti


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Da tre anni la madre di Paula lavora a Modena come badante. Non trovando lavoro in Moldavia, è stata costretta a partire, lasciandosi alle spalle i suoi due figli, ormai grandi. L’estate scorsa anche Paula arriva in Italia per passarvi le vacanze, ma qui si innamora subito del nostro paese, a Senigallia rimane conquistata dal mare e dall’accoglienza che le hanno riservato.

di Giulia Angeletti


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Raffaella è nata a Milano, da genitori milanesi, eppure a 22 anni ha deciso di trasferirsi a Senigallia. Già da molti anni veniva nella nostra città d’estate per trascorrere le vacanze estive al mare. Qui ha aveva già molti amici, e il suo ragazzo. Così ora Raffella frequenta l’università ad Ancona e vive da sola in un appartamentino a Senigallia.

di Giulia Angeletti


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Sicilia, Germania, e infine Senigallia. La vita di Tommaso, dopo numerosi viaggi, ora è in Italia, qui si è sposato con Angela, conosciuta in Germania, ma figlia di emigrati pugliesi. Di ogni paese in cui ha vissuto, Tommaso ha cercato di cogliere le cose belle, che ora fanno parte di lui: la precisione tedesca, la generosità siciliana, e il mare marchigiano.

di Giulia Angeletti


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Con alle spalle una laurea in Agraria in Marocco, e un master in agricoltura biologica a Bari, Hamid oggi lavora a Senigallia per l’Istituto Mediterraneo di Certificazione ed è responsabile dei rapporti con i clienti all’estero. Tra viaggi di lavoro e corsi di formazione, Hamid trova anche il tempo di fare il volontario alla Caritas.

di Giulia Angeletti


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Assef viene da Jenin, città della Palestina che nel 2002 fu teatro della terribile strage del campo profughi. Nel ’90, a venti anni, arriva a Senigallia con una borsa di studio messa a disposizione dal suo paese che lo porta tra i banchi di un istituto professionale.
Sono passati 16 anni ed Assef è tornato in Palestina solo tre volte, aspettando che la situazione migliori. Lì si continua a morire, mentre il mondo guarda in silenzio.

di Giulia Angeletti


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Teheran, Londra , Trieste, Firenze, e poi Senigallia, di strada Fery ne ha fatta molta prima di arrivare nella nostra cittadina. Se in Inghilterra non è mai riuscito ad inserirsi, in Italia si è sempre trovato molto bene, ed ora gestisce con successo Pizzeus, nota pizzeria sul lungomare Mameli.

di Giulia Angeletti


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Abdellah, conosciuto dai lettori di Vivere Senigallia per i suoi articoli di denuncia e di polemica, è un ragazzo marocchino che vive e lavora a Senigallia ormai da tre anni.
Si è sempre interessato di politica, e si arrabbia quando qualcuno non rispetta i suoi diritti.

di Giulia Angeletti


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I genitori di Vincenzina sono originari di Calopezzati, un paesino in provincia di Cosenza. Il padre è venuto a Senigallia alla fine degli anni ’40 lavorando in Polizia e si è portato dietro la giovane moglie. Vincenzina è nata e cresciuta a Senigallia, ma ha ricevuto un’educazione “calabrese”, che a volte le andava stretta.

di Giulia Angeletti


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Saliam è un ragazzo che viene dal Bangladesh, come tanti altri che sono venuti in Italia e in particolare a Senigallia negli ultimi anni. Qui gestisce insieme alla sua famiglia un negozio di Phone Centre e Internet Point.
Quando non lavora in negozio fa il venditore ambulante, avendo comprato la licenza. Per lui e la sua famiglia il problema più grosso e ancora irrisolto è quello dell’abitazione.

di Giulia Angeletti


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Mariana viene a Senigallia 11 anni fa con sua figlia per farla partecipare al concorso di pianoforte che si svolge ogni anno a S.Rocco.
L’anno dopo ritorna a Senigallia per lo stesso concorso con una sua alunna. Senigallia e l’Italia le sono subito piaciute, e anche le persone che ha conosciuto in quei giorni del concorso.
Capisce che lì c’è un’altra possibilità, un futuro migliore per i suoi figli così decide di venire via dall’Albania dove aveva un lavoro sicuro presso una scuola di musica statale.

di Giulia Angeletti


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Mikela è venuta via dalla Romania perché da bambina sognava di comprarsi il Mercedes e fare fortuna in America. In Italia c’è finita quindi un po’ per caso, da turista clandestina nel 1991. Oggi, nel giro di 15 anni, è proprietaria di un’impresa di pulizie, capogruppo degli stranieri nel comune di Senigallia e rappresentante di un’associazione di badanti. Ma quello che conta è che oggi si sente finalmente integrata.

di Giulia Angeletti


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Chi ha detto che l'immigrazione debba per forza essere un problema? Tante persone, provenienti da ogni angolo del mondo vivono oggi a Senigallia, portando con se la propria cultura, le tradizioni della loro terra, la cucina delle loro madri, i profumi ed i colori del loro paese.
Giulia Angeletti, ogni quindici giorni, incontrerà un migrante che ha portato a Senigallia un po' della sua terra.

di Giulia Angeletti


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