8 Marzo festa della donna: tanti auguri e tante mimose. Queste righe però sono dedicate soprattutto a quelle donne che non sanno che farsene degli auguri e delle mimose e trovano questa festa un tantino stupidina.
Di solito questi intervistori è gente senza cuore, ma che dico... dei sadici a dir poco. Una volta individuata la preda, la si mette all’angolo e comincia la tortura. Al povero intervistato ben presto si spegne quella luce gioiosa negli occhi che gli si era accesa pregustando il momento del suo quarto d’ora di notorietà.
Fra gli sport minori ce n'è uno, almeno a considerare il vasto bacino di appassionati che quotidianamente lo praticano, che minore non lo è per niente. Si tratta di una specialità del biliardo chiamata palla nove (quello con le biglie colorate e numerate per intenderci).
Anche l’utima serata di San Remo è andata. Tutto nella norma ma niente di eccezionale. L’immancabile predicozzo del sempre più disidratato Celentano, ridotto ormai a fare le pause da seduto. Il solito Morandi. Le emozioni? Inutile cercarle nelle canzoni, meglio volgere lo sguardo alle vallette.
Nell’inverno sanremese è esplosa improvvisa la primavera, diradando d’un colpo le nebbie delle scenografie catastrofiche di Celentano e facendosi strada leggiadra fra i pachidermi che hanno in gestione il Festival. Ad annunciare la buona novella, complice uno spacco vertiginoso, la farfalla tatuata sull’inguine di Belen Rodriguez. Il che ha causao un’impennata nell’audience.
Finalmente, dopo una falsa partenza con San Celentano, mercoledì sera ha preso il via San Remo per davvero. Una delle rare occasioni che ha questo paese, profittando dello scialo di proiettori sul palco per specchiarsi e rispecchiarsi a puntino. Ed è un immagine nitida e impietosa quella riflessa.
Ora che finalmente si potrebbe tirare il fiato per la piccola tregua concessaci dalla morsa del gelo; ora che persino questo nemico nuovo di zecca per i nostri inverni a venire, il blizzard, sembra non soffi più sulle nostre lande desolate...
Se prorpio non riuscite a integrarvi, non disperate. Intanto però via quel broncio, non siate sempre accigliati con quell’espressione un po’ così che abbiamo noi migranti di prima generazione e che inevitabilmente passiamo anche a quelli della seconda; rilassatevi, e via anche quel piglio battagliero da eterni indignados.
Se hai il cuore diversamente infranto, se se sei felice del tuo nuovo amore ma sai, se nemmeno tu hai saputo resistere al fascino conturbante di quella femme fatale della tua badante...
Vorrei farvi un discorsetto sul vino e sul divino. Vino e divino: gioco di parole sin troppo facile. Senz’altro puerile. Lungi da me il ricorrere a simili banalità per aggraziarmi il lettore. Lo so con chi ho a che fare. Si presume voi siate lettori smaliziati e, almeno per la mia esperienze, spesso questo vuol dire anche esssere amanti del buon bere.
Di solito i giornali danno grande risaldo agli stranieri, ma mai nelle pagine culturali. Qualche volta però è successo che qualche scrittore migrante ci sia finito. Magari non ce siamo accorti ma è successo.
Continuare a negare la cittadinanza ai figli di stranieri nati e cresciuti in Italia è una cosa senza senso, checcè ne dicano Sartori e Grillo. La questione però è succulenta ed è discussa in tutte le sedi istituzionali e quelle dei partiti; come sempre avviene in questi casi è celebrata anche su tutti i media, nessuno esluso.
A.L.M.A è acronimo che sta per Alzo La Mano Adesso. Per la prima volta in Italia un nutrito gruppo di migranti composto da giornalisti, scrittori, blogger sceglie di intervenire direttamente, senza intermediazioni, nel dibattito nazionale. E lo fa per mezzo di un blog: A.L.M.A Blog.
Fare una bella manovra non è roba da tutti. Monti, ad esempio, è insuperabile in questo. Il suo stile è inarrivabile. Il paese, però, sta attraversando una delicata congiuntura economica, politica e sociale. E volendo, anche astrale. Questo per dire che, stile o non stile, siamo tutti chiamati a dare il nostro contributo: a fare anche noi le nostre piccole grandi manovre.
Le impennate dello spread certo spenneranno gli italiani, però per intanto li hanno liberati da Berlusconi per portare in dote Monti.Il brusco avvicendamento, sommato alla crisi, ha quasi rincoglionito del tutto gli italiani e ora sono lì tutti imbambolati ad assorbire il colpo.Passata l’era del grande comunicatore ora impera Lo Stile Monti. Tutto maiuscolo.
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