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dot Al Musinf educare attraverso la sovversione estetica

immagineAl corso di fotogiornalismo del Musinf si è svolta una serata di preparazione tecnica ed esercitazione pratica di ripresa fotografica per la performance fotografica, con maschere di Ray, appositamente eseguite dal pittore Alfonso Napolitano per l’occasione dell’happening, che avrà luogo sabato 30 giugno, alle ore 18, al Museo della Mail Art di Montecarotto.

All’inaugurazione della mostra, dedicata al cinquantennale di Ray Johnson per la fondazione della School of correspondance di New York, da cui è nato il movimento mondiale della mail art, sarà presente Anna Boschi che è stata la prima corrispondente italiana di Ray Johnson e dirige l’Archivio italiano di documentazione mail art. Sarà presentato e distribuito a Montecarotto anche il catalogo della mostra, presentato da Anna Boschi e da Carlo Emanuele Bugatti.

Il catalogo è raro e prezioso perché contiene gli indirizzi dei mail artisti internazionali che partecipano alla mostra del Museo di Montecarotto. Le maschere di Ray e Bunny per la performance saranno distribuite agli allievi del corso a Montecarotto. Sono state eseguite dall’artista Alfonso Napolitano, che le firmerà per l’occasione. Le migliori foto della performance di ripresa fotografica verranno utilizzate per il sito del Musinf e per realizzare un portfolio.

Continuando sulla scia di una mostra allestita con successo negli anni scorsi al Museo della Mail Art di Montecarotto, Anna Boschi, che è una firma storica della mail art italiana, propone ora una lettura corale della figura di Ray Johnson, operata nel cinquantennale (1962-2012), da mail artisti militanti di tante nazioni. La rete di artisti della mail art ha continuato e continua incessantemente ad ampliarsi, ramificarsi, anche inserendosi in nuovi territori delle tecnologie comunicative. La mostra del cinquantennale, coordinata da Anna Boschi costituisce una prima, in quanto la proposta espositiva , per la sua importanza e articolazione, è destinata ad essere ospitata in futuro anche in altre sedi museali.

La mostra manifesta anche la perdurante vitalità del Museo della mail art di Montecarotto, fondato nel 1984 e diretto dal prof. Bugatti con la collaborazione di Stefano Schiavoni. La comunicazione mailartistica, attraverso l’arte postale, appare ancora in grado di superare i confini, unendo artisti e popoli e, grazie alla lezione di Ray Johnson, attraverso una proposta di circuito di scambio non commerciale, appare capace di superare le contraddizioni estremistiche del sistema economico e finanziario dell’arte e del consumismo, che ha progressivamente spento, anche nella società civile, tante sensibilità e aspettative. Il prof. Bugatti ha spiegato che negli anni Ottanta a lui, a Stefano Schiavoni e ad altri artisti di rilievo come Ernesto Treccani Ray Johnson appariva con il carisma del fondatore ed animatore della Correspondance School di New York. Storicizzando la sua testimonianza verbo visiva gli operatori artistici del Museo di Montecarotto pensavano, per esempio, alle radici futuriste, ai collage postali di Ivo Pannaggi.

Il suicidio di Ray Johnson avvenuto il 13 gennaio 1995, in circostanze misteriose, con il volo da un ponte e un tuffo nelle acque gelide del Dag Harbor, che si trova nello stato di New York, ha aperto il capitolo della più ampia riflessione sul ruolo propositivo di Johnson, artista sofferente ed emarginato, all’interno delle dinamiche estetiche americane. Con la mostra sulla Pop art americana, allestita alle Scuderie del Quirinale in Roma, la notorietà di Ray Johnson ha superato l’ambito della mail art. Due dipinti di Johnson hanno infatti clamorosamente aperto quella riconsiderazione storica e critica della pop art americana, riconoscendo nel promotore della Corrispondance School di New York anche un protagonista assoluto di una pagina essenziale della storia dell’arte mondiale del Novecento. Di più ancora oggi è convinzione diffusa e condivisa che non si possa leggere l’opera di Ray Johnson senza notarne la forma personale duchampiana di comunicazione, attuata servendosi di immagini a stampa, disegni e parole, ma anche della consonanza con le esperienze di Fluxus. La mostra del Museo della mail art di Montecarotto, con testimonianze di 400 artisti di tutto il mondo, consente oggi di cogliere nelle immagini di ritratto anche l’anticipazione delle soluzioni estetiche di Andy Warhol.

Di fatto la mail Art risulta espressione artistica sovversiva anche nel mondo di oggi, contrapponendosi ai sistemi dell’arte basati sull’acquistare, sul vendere e sul giudicare. Ad esempio impressiona che le manifestazioni di mail art tendano a mostrare tutti i lavori artistici che vengono inviati, anche se i lavori talora si ispirano ad una brutale satira, a citazioni che possono anche suscitare fastidio nel fruitore svelando le debolezze culturali popolari e di massa, deridendo eroi pop da James Dean a Elvis Presley, banalità e condizionamenti della pubblicità. Seguendo l’uso che Ray Johnson faceva della Pop Art, servendosi di immagini seriali e minimali, i mailartisti continuano a sovvertire fino a diventare educativi.

da Musinf
www.musinf-senigallia.it


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