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Barbara Schiavulli a Senigallia racconta la vera guerra nel Medio Oriente
La guerra non è spesso quella che ci raccontano i media. La guerra non è solo quella che i media ci propongono. La guerra è altro: è dolore, sofferenza, ma anche piccole vittorie e rinascite. Vi sono storie di guerra che i giornali non raccontano. E' questo che la giornalista free-lance Barbara Schiavulli, ritornata in Italia il 15 luglio, ha voluto narrare al pubblico su invito dei giovani democratici del PD sabato sera. Purtroppo pochi gli intervenuti all'incontro a causa della notte bianca in corso a Senigallia.
Storie che vanno dal Medio Oriente, nella sua condizione di guerra, fino ad arrivare alle zone terremotate di Haiti. Indagini ed immagini che lasciano trapelare la vera essenza di quei paesi distrutti, sia per la guerra o per il terremoto. Il privilegio di farsi raccontare da chi c'era la vera guerra e poi la cultura di quei luoghi e le problematiche o a volte lo scudo di essere una giornalista embedded o meno.
Si è parlato di Afghanistan, Pakistan, Iran...dell'appostamento dei giornalisti nei pressi della casa di Bin Laden, ma anche di gente comune che soffre, di persone abbandonate a se stesse, degli autobus macchiati di sangue degli attentati, delle visite agli obitori per verificare le eventuali vittime non dichiarate, del terrore dei ribelli, di Camion di armi diretti a rifornire i signori delle guerre fatti saltare in aria, di un Iran fatto di droga e di centri di riabilitazione più grandi al mondo per la tossicodipendenza.
E poi della tragica condizione delle donne in Medio Oriente, del rifugio antiviolenza per le donne picchiate e a volte addiritura sfregiate a vita dai mariti, donne a cui vengono tagliati i nasi, donne che fanno una "rivoluzionaria" palestra senza veli dalle 6 alle 8 del mattino perchè dopo devono devotamente occuparsi dei loro mariti e dei figli, di donne che se sono fortunate nelle scuole imparano a leggere e scrivere e poi a tagliare la pietra e fare altri lavoretti.
E ancora del divario in Medio Oriente tra campagne e città: un passaggio tra mancanza dei servizi essenziali come la luce e acqua corrente alle realtà cittadine fatte, fortunatamente, di internet e Iphone. Ed infine storie di Atleti, orgogliosi di rappresentare la propria patria nelle nazionale, ma doversi allenare altrove perchè proibito nella propria patria e dei loro corpi ritrovati nelle fosse comuni. Ma anche storie di soldati stranieri che giocano a palla con i bambini del luogo, anche se poi forse quei bambini sorridenti potrebbero essere uccisi da quei stessi soldati. Storie di mine e di bambini educati dai soldati stranieri ad evitarle.
Insomma tante le verità che mancano all'appello nel definire la guerra in Medio Oriente o le catastrofi come quella del terremoto di Haiti dove sei mesi dopo, nonostante il mondo avesse raccolto moltissimi fondi, questi fondi non sarebbero (stando alla sua testimonianza) mai stati utilizzati, ma congelati poichè non si sapeva come intervenire e lasciando così una città devastata da macerie e dalla conseguente epidemia di colera.
"La democrazia - ha detto quasi a conclusione Barbara Schiavulli - non si esporta e non è detto che vada bene per loro. Gli Afghani, ad esempio, sono un popolo tribale ed in generale nel Medio Oriente si potrebbe parlare di "Mafia", ovvero in questi luoghi si cerca il favore e l'appoggio del miglior offerente."
Insomma un Medio Oriente e non solo, come non ce li hanno mai raccontati e tutti raccolti nell'ultimo libro della giornalista "Guerra e Guerra. Una testimonianza" del 2009. Una storia di coraggio e di valore sociale della professione di giornalista che spesso pochi considerano. Una giovane donna, che tra le mille difficoltà di frequentare questi paesi, narra e si attiva per queste persone offrendo all'occorrenza il suo aiuto a queste vittime. Una donna, insomma, che si schiera dalla loro parte, quella indifesa di questi popoli, per cercare in loro l'umanità profonda di ogni essere umano.
Nella serata sono intervenuti il segretario dei giovani democratici senigalliesi Marco Pettinari e Chantal Bomprezzi.
| di Laura Rotoloni vivere.biz/laurarotoloni |



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Barbara ha affrontato diversi temi, alternando quelli molto impegnativi con altri molto leggeri, di vita quotidiana. Dietro ogni foto, una storia, raccontata con un modo di fare da "amica di casa", che ha reso l'incontro davvero unico.
Spero ritorni.