
Argomentazioni deboli, e persino contraddittorie, quelle
fornite dal Comune in risposta alla
nostra richiesta di legalità, prima ancora che di trasparenza. Argomentazioni che anche il difensore civico regionale Samuele Animali
ha recentemente disapprovato.
Per questo sono tornato a scrivere al Prefetto di Ancona perché la
pubblicizzazione dei redditi e dei patrimoni degli amministratori
locali sia resa possibile, come è previsto dalla legge.
L'essere incerti o dubbiosi sull'applicabilità (anche parziale) di
una qualsiasi regola non dovrebbe permettere, di per se, la sua non applicazione, e non dovrebbe giustificare il
permanere nell'incertezza. Se dubbi vi erano, dovevano essere subito
fugati, per poi agire di conseguenza. Sembra invece che il Regolamento
Comunale in oggetto sia stato fatto permanere in una specie di limbo, che chiamerei banalmente
dimenticatoio. E' questo che l'Amministrazione Comunale cerca di nascondere, con evidente imbarazzo.
Peraltro, la giustificazione addotta dal Comune per il ritardo (dubbi
interpretativi e lavori di adeguamento normativo in corso) nella
precisazioni pubblicate il 12 gennaio, non coincide con
quella che il Sindaco mi ha fornito pubblicamente a dicembre,
attraverso il sito internet istituzionale del Comune. In
quell'occasione, il primo cittadino ha dichiarato che i ritardi
sull'applicazione della norma si erano verificati
"a causa di alcune modifiche intervenute
nell’organizzazione interna e nell’attribuzione delle conseguenti
funzioni".
Non solo. Gli approfondimenti sulla delibera 95/94 da parte della
commissione consiliare permanente, che si dice essere concausa dei
ritardi, sembrano partiti solamente dopo la segnalazione sul blog
Popinga, risalente ad ottobre 2009. Non vorrei che si confondessero le
cause con le conseguenze.