Comitato: "L'ospedale di Senigallia amministrato secondo il manuale per Amministratori incompetenti"

ospedale coronavirus 3' di lettura Senigallia 11/01/2021 - Titolo: Piccolo manuale per Amministratori incompetenti (nella migliore delle ipotesi) Sottotitolo: COME “NON” FAR FUNZIONARE UNA UNITA’ OPERATIVA continuando però a sprecare denaro pubblico.

Punto1) Gli si toglie la “autonomia gestionale” trasformandola in un servizio che dipende da una sede lontana e totalmente disinteressata alle sorti della “periferia”
punto2) Visto che nonostante il punto 1 l’unità operativa continua ad essere punto di riferimento per un ampio bacino di utenza gli si sospende a tempo indefinito la sala operatoria. Non importa che vi siano in lista persone che hanno atteso più di un anno; non importa che molte di queste persone ricontattate per farsi operare nella sede molto “più lontana” lo rifiutino, pur avendo atteso più di un anno per operarsi a Senigallia; non importa che tali pazienti si rivolgeranno ad altre strutture regionali o, spesso, fuori regione.

punto3) Visto che ne’ il punto 1 ne’ il punto 2 sono stati sufficienti a ridurre il flusso di pazienti presso tale unità operativa si riducono gli spazi per visitare e, udite udite, (punto 4 del “manuale”) gli si toglie definitivamente il personale infermieristico (punto 5 del manuale) lasciando 1 sola infermiera per tutta la settimana, finanche in giornate in cui ci sono contemporaneamente presenti 5 medici specialisti. E’ evidente a chiunque, tranne ai soliti “amministratori” ereditati dai precedenti “governi regionali”, che una chirurgia specialistica necessita di personale estremamente specializzato.

Il “manuale” (quello “per amministratori incompetenti”) propone quindi, al punto 6, continui cambi di personale infermieristico affidato alla struttura: cosi facendo l’impiego di personale meno esperto, e da dover essere formato ogni volta, non fa altro che rallentare l’erogazione delle prestazioni ambulatoriali ed allungare conseguentemente le liste d’attesa. Le chirurgie specialistiche sono legate all’utilizzo di una strumentazione elettromedicale oltre che di uno strumentario ambulatoriale (“ferri” ecc.) che necessita di una “preparazione” precedente ed un trattamento successivo alla visita che evidentemente non può fare una sola infermiera (vedi punto 5 del “manuale”) in turno con 3 fino a 5 medici specialisti contemporaneamente presenti. Risultato: meno visite erogabili nonostante il personale medico “abbondante” e conseguente allungamento delle liste d’attesa Recuperare una propria autonomia gestionale con l’individuazione di un medico responsabile e l’assegnazione di un budget economico non soggetto ad approvazioni o a sudditanze con l’Unita Operativa di Area vasta 2 di riferimento, generalmente situata a Jesi e/o Fabriano.

Questo chiediamo, come Comitato, al Dr. Guidi, Direttore di AV2 ed alla Dr.ssa Storti, direttore ASUR. Questo chiediamo in particolare all’assessore alla sanità regionale, Dott. F. Saltamartini, che ci dicono sia stato anch’egli, come noi del Comitato, per anni contrario allo scempio della sanità locale e regionale conseguente spesso alla creazione dei cosiddetti Presidi Ospedalieri Unici, perpetrato dalla precedente amministrazione regionale con la colpevole accondiscendenza di quelle locali.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-01-2021 alle 19:27 sul giornale del 12 gennaio 2021 - 2550 letture

In questo articolo si parla di sanità, attualità, ospedale, senigallia, Comitato Cittadino per la difesa Ospedale Senigallia, comunicato stampa

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