Difesa Legittima Sicura contro la Cassazione: "La cultura del diritto naturale alla legittima difesa fa cento passi indietro"

roberto paradisi 1' di lettura Senigallia 03/12/2020 - Il carabiniere marchigiano che sparò alle gomme di un auto uccidendo un malvivente albanese è stato condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione per eccesso colposo di uso legittimo delle armi.

L'auto, che fuggiva dopo una serie di furti, non si fermò al posto di blocco e tentò di investire l'appuntato che, schivato il pericolo mortale, reagì sparando alle ruote. Il proiettile rimbalzò sull'asfalto e ferì a morte il malvivente albanese che indossava un passamontagna.

"Esprimo amarezza e delusione per una sentenza che fa fare alla cultura del diritto naturale alla legittima difesa cento passi indietro - afferma l'avvocato Roberto Paradisi, coordinatore nazionale di Difesa Legittima Sicura - Non si può pretendere che chi si trova a tu per tu con la morte (e in questo caso la macchina in fuga tentò di investire i carabinieri) sia così lucido e razionale da poter operare, come fa il giudice dietro la scrivania e con tutto il tempo necessario, un bilanciamento ponderato degli interessi in gioco. Quel carabiniere ha dovuto agire in pochi istanti ed è stato più che corretto nel tentare di sparare ad una ruota. La morte del malvivente è stata una mera fatalità.

Questa sentenza dimostra non solo che la riforma della legittima difesa non basta e che va rivisto l'impianto dell'istituto ma anche che la cultura giuridica di questo Paese ha abbandonato la saggezza e la tradizione della millenaria cultura del diritto dell'Occidente. Ingiustizia, nel senso più alto del termine, è stata fatta".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-12-2020 alle 19:09 sul giornale del 04 dicembre 2020 - 543 letture

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