Il dott. Piazzai va in pensione: il saluto ai colleghi e al personale dell'ospedale di Senigallia

4' di lettura Senigallia 02/12/2020 - Il dottor Rodolfo Piazzai, chirurgo e dirigente medico all'ospedale di Senigallia, è andato in pensione. Laureato in medicina e speciazzatosi in Chirurgia generale nel 1988, è stato prima ricercatore all'Inrca di Ancona per poi essere chirurgo a tutti gli effetti dal 1992 fino a diventare dirigente medico dal 1995.

"Ieri è stato il mio primo giorno da pensionato. Essendo la prima, ed ovviamente ultima volta che vado in pensione, non avevo idea di cosa volesse dire. Venendo da quasi un mese di isolamento da Covid lo consideravo come un normale giorno. Sono rimasto invece molto colpito dalle tantissime reazioni che ha suscitato -ricorda il dott. Piazzai- Tra messaggi, telefonate, incontri (pochi col Covid), e chat sui social sono stato sommerso da manifestazioni di affetto. Mi sono allora passati davanti agli occhi tutti questi anni che ho passato in tanti ospedali (sono entrato in P.S. la prima volta come Pioniere di CRI nel 1974!!!!!!) e tutte le persone che ho incontrato. Così ho riflettuto su quanto ho ricevuto e quante persone devo ringraziare, cosa che vorrei fare in questo post, che ovviamente non sarà breve e, per non tralasciare nessuno, non farò nomi. Il primo ringraziamento a tutti coloro che mi hanno insegnato questa meravigliosa professione del chirurgo. Ho cercato di “rubare” la professione da tutti coloro che avevano qualcosa da insegnarmi. Ho avuto anche dei cattivi maestri, e da loro ho imparato più di tutti. Ho capito cosa non bisogna fare, come non si deve trattare con la gente e che un chirurgo può “essere pericoloso”. Mi hanno insegnato ad essere prudente. Ho avuto stupendi maestri che mi hanno insegnato un metodo, cosa estremamente rara al giorno d’oggi dominato dalla tecnologia e dall’improvvisazione. Poi non posso dimenticare i tanti colleghi con cui ho condiviso la mia quotidianità. Ho lavorato con tanti medici, ho collaborato con tanti professionisti sia negli ospedali in cui ho lavorato, che in giro per il mondo.

Ho cercato sempre di stabilire buone relazioni con professionisti seri con cui ho costruito una rete che mi ha aiutato a crescere, a risolvere tanti problemi e ad indirizzare i miei pazienti a trovare risposte che io non ero in grado di dare (perché un chirurgo non è onnipotente, e deve avere ben chiari i suoi limiti). Un ringraziamento pieno di affetto a tutto il personale sanitario con cui ho lavorato. Ho incontrato infermieri, caposale, OSS, addetti alle pulizie, amministrativi di una competenza e professionalità da costituire per me un riferimento solido ed un valido appoggio. Non amo la retorica degli “angeli della notte”, “gli eroi”, ……. No, cari amici infermieri, siete dei grandi professionisti che ho sempre stimato e considerato come persone di casa. Con voi ho lavorato tanto e bene e da voi ho imparato tantissimo, soprattutto in umanità. Un pensiero, soprattutto, va ai tantissimi pazienti che ho incontrato nel mio cammino. Mettere la cosa più cara che uno ha, la salute e la vita, nelle mani di una persona è un enorme atto di fede. Questo mi ha sempre messo in crisi, l’enorme responsabilità di rispondere adeguatamente a questa fede.

Nella vita di ogni chirurgo si contano anche gli insuccessi, purtroppo, e ogni volta che mi è capitato ho passato notti insonni a cercare di capire se potevo fare meglio e come essere sempre più adeguato a rispondere a questa fiducia. In questi giorni di malattia prima e di pensionamento ora, ho ricevuto talmente tante testimonianze di affetto da parte di tanti pazienti che mi hanno commosso. Con tanti di voi si è creata una amicizia vera, forte e ricca di umanità. Tanto ho imparato da voi, e quando sono passato dalla parte del paziente, nel 2014, ho trovato tanta forza dall’esempio e dalla vicinanza di tanti miei pazienti. Per ultimo, perché più importanti, ringrazio la mia famiglia. Ripensando alla mia vita, non deve essere stato facile vivere accanto ad un chirurgo. Non ha orari, non ha vita privata, spesso è divorato dallo stress, non stacca mai, neanche in ferie. La pazienza di mia moglie e dei miei figli è stata enorme ed è stata la mia forza. Da loro ho ricevuto tantissimo e li ringrazio anche per come hanno accompagnato questa mia pensione. Quello cha hanno scritto sui social, un bellissimo video che hanno realizzato per farmi gli auguri mi hanno riempito di gioia. Grazie ancora a tutti e, se qualcuno avrà ancora bisogno di me, io non mi tirerò indietro".






Questo è un articolo pubblicato il 02-12-2020 alle 18:10 sul giornale del 03 dicembre 2020 - 1914 letture

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