Decreto ristori: interventi economici per le partite iva

giuseppe conte 4' di lettura Senigallia 30/10/2020 - Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante l’ultimo intervento per presentare i punti del dpcm ha accennato a un decreto ristori per venire incontro a tutte quelle attività che, a causa della chiusura o del coprifuoco anticipato, avrebbero rischiato di fallire.

Cosa bisognerà fare per accedere ai prossimi sussidi destinati ai piccoli imprenditori e proprietari di attività come bar, ristoranti, palestre e cinema? A quanto pare le parole del capo di Stato non sono volate al vento e presto si potrà accedere a un fondo di sovvenzioni sottoforma di aiuti e rimborsi per tutte le attività, da quelle molto piccole a quelle che fatturano milioni l’anno. Naturalmente, il fondo sì che ha un limite: il tetto per questo contributo “salva impresa” è stato stabilito a centocinquantamila euro.

Un bel po’ di soldi, sempre che la chiusura abbia termine il 24 novembre, come molti sperano, e non si protragga fino e anche oltre le festività natalizie. La chiusura dei locali a Natale, infatti, comprenderebbe una perdita in denaro tale per l’economia del nostro paese che nessun sussidio potrebbe mai risanare le ferite.

In ogni caso, come in altre occasioni, i piccoli imprenditori, i free lance che possiedono la partita iva sembrano quelli più penalizzati. Il 2020 è stato un anno molto difficile per molti di essi che hanno avuto cali del fatturato notevoli e hanno avuto soprattutto poca liquidità a disposizione:quindi per sopravvivere hanno dovuto fare i salti mortali ed essere creativi.

Molti di essi per risparmiare hanno intelligentemente aperto quello che si definisce conto corrente partita iva a zero spese, che è nato appunto per andare incontro alle esigenze dei piccoli imprenditori.

Intanto, vediamo cosa bisogna fare per accedere alle sovvenzioni del decreto ristori e quando si potrà partire con le domande. Ma prima di questo parliamo delle limitazioni di questo decreto e del motivo per cui potrebbe essere considerato assolutamente insufficiente.

Molti professionisti esclusi dalla lista dei beneficiari: la legge non è uguale per tutti

Ecco che cosa dovrebbe riguardare il Decreto ristori: interventi economici per le partite Iva. A quanto pare, però, così non è (non del tutto, quantomeno).

Nel decreto si fa chiaro riferimento a tutti i piccoli imprenditori e ad alcuni professionisti con partita Iva che svolgono un lavoro destinato al commercio, ma questo sembra non riguardare affatto tutti gli altri: una vasta gamma di categorie del lavoro, tra i quali la maggior parte dei professionisti che svolgono lavoro autonomo sembrano non poter beneficiare degli aiuti finanziari da parte dello Stato perché non riconosciuti come classi a rischio. Non potrebbe esserci niente più errato.

Infatti, l’Ordine dei Consulenti del Lavoro e l’Ordine dei Commercialisti si sono ribellati al disegno di questo nuovo decreto amministrativo, presentandolo come incompleto e iniquo. Troppi lavoratori in pericolo per la crisi economica non potranno quindi fare domanda per i rimborsi e saranno costretti a stare fermi a guardare mentre le loro attività rischiano di essere chiuse? Si sta facendo di tutto per impedirlo e per far capire allo Stato il suo errore.

Nel frattempo vediamo quali siano le procedure da compiere per riuscire a fare domanda con successo e ottenere questi tanto bramati rimborsi.

Sembra che al di fuori dei professionisti appartenenti ai vari Ordini, e che quindi rientrano in un albo professionale, sia di circa trecentocinquantamila persone le partite iva che potranno beneficiare di questi aiuti.

Le partite Iva quindi sono davvero tante, eppure lo Stato pensa di poter provvedere a tutti quanti, sostenendoli con una quantità di contributi stabiliti fino a un tetto massimo di centocinquantamila euro. A fare domanda non saranno soltanto le piccole imprese. Anche le grosse attività che fatturano milioni possono richiedere gli aiuti.

Per rendere più veloce ed efficace l’erogazione dei soldi destinati a tutte queste persone sarà usato un metodo che qualche mese fa, dopo la prima emergenza, si è rivelato molto efficace. Infatti i soldi verranno direttamente erogati sul conto corrente bancario o postale di tutte quelle persone che avevano già ricevuto il bonus previsto dall’articolo 25 del Decreto Rilancio.

Altra cosa importante da ricordare:quelle persone che hanno attivato o cessato la partita Iva in data 25 ottobre 2020 non potranno usufruire di questi indennizzi.






Questo è un articolo pubblicato il 30-10-2020 alle 14:01 sul giornale del 30 ottobre 2020 - 481 letture

In questo articolo si parla di economia, redazione, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/bAfy





logoEV
logoEV
logoEV