Tra pallacanestro e padel: Marco Paialunga vuole ancora dire la sua

6' di lettura Senigallia 22/10/2020 - Proseguono i nostri incontri con i protagonisti dell’attività sportiva locale. In questa occasione siamo con Marco Paialunga, noto ex giocatore e allenatore della Pallacanestro Senigallia dove ha raggiungo ottimi risultati in entrambi i ruoli. Appassionato di padel, ci racconta con entusiasmo e un pizzico di nostalgia la sua storia e i suoi obiettivi.

Vivere Senigallia (Edoardo Diamantini): Quando e come nasce la tua passione per pallacanestro?

Marco Paialunga: È nata nel 1981 circa. Giocavo a calcio ma non riuscivo a divertirmi come volevo. All’epoca una ragazzina della mia scuola che mi piaceva faceva parte della squadra di basket, che ai tempi era formata da maschi e femmine. Allora provai un po’ per curiosità, un po’ perché il palasport era vicino a dove abitavo, e un po’ per vedere lei... E scoprì uno sport bellissimo e molto divertente. Me ne innamorai subito… Del basket intendo!

Vivere Senigallia: E quella per il padel? Disciplina che hai scoperto da poco e di cui sei diventato anche istruttore!

Marco Paialunga: A Padel iniziai a giocare circa 3 anni fa… A 46 anni! Un po’ per caso e un po’ per curiosità, come da piccolo, andai ai campi di Pesaro (un centro sportivo in cui ci sono sia campi da basket che campi da Padel), gli unici che conoscevo allora e provai questo gioco simile per diversi aspetti al tennis, ma del tutto unico come disciplina. Ne rimasi colpito immediatamente. Amore a prima vista anche stavolta.

Vivere Senigallia: Perché ne suggeriresti la pratica ad una persona che non ci hai mai giocato? Cosa può ‘’dare’’ e cosa rende ‘’unico’’ questo interessante sport di palla derivante dal tennis?

Marco Paialunga: È uno degli sport più divertenti a cui abbia mai giocato. La cosa che per me lo rende unico è che è alla portata di tutti, grandi e giovani, e ci si riesce a divertire molto anche se non si è particolarmente dotati o completi come giocatori. Allo stesso tempo è spettacolare e molto divertente per chi ha talento e atletismo perché ha molti aspetti tecnici e tattici da esplorare. Inoltre, siccome è in sostanza uno sport di squadra con la racchetta, è molto social, si conoscono persone nuove e appassionate ed è un gioco molto imprevedibile e con pochi tempi morti. Tiene in forma divertendosi.

Vivere Senigallia: Quale l’episodio più bello della tua carriera cestistica che ricordi con maggior piacere e ti piacerebbe raccontare? Ne hai già uno anche da padelista?

Marco Paialunga: A basket tra i senior ho giocato per circa 15 anni e ne ho parecchi. In generale ho avuto la fortuna di giocare con compagni, allenatori, dirigenti e davanti a tifosi davvero speciali, e avendo vinto 5 campionati tra serie C e serie B con 3 squadre diverse e avendo giocato i play off 11 volte mi ritengo molto soddisfatto della mia avventura col basket. I momenti speciali sono molti e cercherò di essere il più breve possibile: quando avevo 15 o 16 anni segnai 68 punti in una singola partita e allora mi chiamarono ad allenarmi coi più grandi. A 20 anni circa un giorno trovai in palestra Larry Drew che chiedeva di fare un allenamento con noi: ai tempi non tutti sapevano che era stato compagno di Magic Johnson ai Lakers l’anno prima. Poi ricordo quelle volte che sono riuscito a segnare il canestro decisivo sulla sirena… È successo alcune volte e sono stati momenti indimenticabili come indimenticabili sono stati i festeggiamenti dopo le vittorie dei campionati. Ricordo anche alcuni momenti bellissimi da allenatore delle giovanili… Come quando la squadra under 18 che allenavo venne promossa in serie D giocando e vincendo contro i senior per un intero anno, o come quando andammo in Cina per un torneo under 16 vinto contro squadre di una categoria superiore. E poi tante singole partite o episodi che mi hanno fatto conoscere tanti ragazzi e famiglie con cui ancora oggi ho bellissimi rapporti. Col Padel invece ho conosciuto e sto conoscendo un ambiente completamente diverso e molto affascinante. I ricordi sono talmente recenti che li ritengo ancora il presente. La cosa che a me appaga di più ricordare sono le clinic con allenatori o giocatori di livello che ho fatto fino ad oggi. Il Padel è talmente giovane in Italia che è facile al momento incrociare e avere a che fare con le principali figure del settore, incontrare o potersi allenare con i migliori giocatori d’Italia e i migliori allenatori italiani e stranieri che vengono qui da noi. Poter vedere da vicino il loro stile di gioco e di conduzione degli allenamenti e poter parlare della loro conoscenza del gioco mi piace davvero molto.

Vivere Senigallia: Dopo un ottima carriera costellata da eccellenti risultati sia da giocatore che da allenatore, quest’anno hai lasciato la Pallacanestro Senigallia. Quale il motivo di questa decisione? Quanta la nostalgia per una realtà nella quale sei cresciuto e per la ‘’palla a spicchi’’ che ti ha regalato tantissime soddisfazioni? Ovviamente il futuro può ancora riservare molte belle sorprese!

Marco Paialunga: A Senigallia ho dato molto e Senigallia ha dato molto a me. Nello sport i cicli si aprono e si chiudono e questo anno dopo diversi confronti e riflessioni ho ritenuto che il mio ciclo fosse concluso. E’ stata una decisione sofferta che ho preso seguendo il mio istinto. Mi sono sentito un po’ spaesato le prime settimane perché è stato come lasciare una seconda casa. Lasciare le squadre e i ragazzi con cui avevamo iniziato un percorso mi ha fatto vacillare all’inizio ma poi ho capito di aver fatto la scelta giusta. Il basket rimane una passione forte e senza dubbio alcune cose mancano. Non credo sia un addio, forse sarà un arrivederci ma cerco di vivere un giorno alla volta e ad oggi questo è.

Vivere Senigallia: Obiettivi ed ambizioni per il futuro?

Marco Paialunga: Ad oggi vorrei scoprire e conoscere il Padel in ogni sua forma e diventare il miglior maestro possibile per ciò che sono le mie qualità e possibilità. Al momento sono Istruttore FIT e Maestro OPES di Padel, e se la mia forma fisica me lo consentirà proverò a prendere la tessera per l’insegnamento successiva a quelle che ho già. Ho 49 anni e so bene che non sarà la carriera da giocatore quella davanti a me. Inoltre vorrei esplorare la parte gestionale e organizzativa del Padel, ma per carattere non esagero mai con le aspettative… sono scaramantico. Magari un giorno nascerà un centro sportivo in cui sono presenti sia il Padel che il Basket: probabilmente mi trovereste lì.






Questa è un'intervista pubblicata il 22-10-2020 alle 23:59 sul giornale del 24 ottobre 2020 - 1183 letture

In questo articolo si parla di sport, intervista, edoardo diamantini e piace a Daniele_Sole

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