''Assalto alla Rocca''. La singolare impresa di Francesco Fornaciari: parola agli autori

4' di lettura Senigallia 22/10/2020 - Abbiamo incontrato Antonio Maddamma, che ci illustra e approfondisce il testo di Leonardo Badioli ‘’Francesco Fornaciari. Assalto alla Rocca”. Poco conosciuto ma interessante capitolo della storia senigalliese.

Vivere Senigallia: Quando e come nasce la devozione nell’affrontare questa interessante storia?

Antonio Maddamma: La prima volta che ne sentii parlare fu nel corso di una rubrica radiofonica, intitolata "Fatti e misfatti", andata in onda sulle frequenze di Radio Velluto Senigallia dal 2006 al 2008, curata dallo studioso senigalliese Flavio Solazzi, con il quale collaboravo, che ospitò lo scrittore e amico Leonardo Badioli. L'argomento era la Rocca di Senigallia e nell'occasione furono ricordati due assalti della fortezza avvenuti curiosamente entrambi nel mese di ottobre: il primo del 19 ottobre 1464, il secondo del 10 ottobre 1789, ad opera di un ribaldo roncitellese chiamato Francesco Fornaciari. Su Francesco Fornaciari e sulla presa della Rocca nel 1789 esiste un'opera in latino, stampata anonima e alla macchia, attribuibile per varie ragioni al vescovo cardinale di Senigallia Bernardino Honorati, di cui Leonardo Badioli pubblicò una traduzione integrale sul lit-blog ‘’LibriSenzaCarta.it’’ nel 2006 e che accompagnò con alcuni capitoli di un romanzo a puntate. Le ricerche sulla vita di Francesco Fornaciari, ancora in corso, ripresero vigore quando scoprii che esistevano due suoi ritratti di mano del celebre pittore francese François-Xavier Fabre, di cui uno a penna su carta attualmente custodito agli Uffizi e uno ad olio conservato nel Museo Fabre di Montpellier, che illuminavano l'ultimo periodo della sua esistenza. Da qui il libro di Leonardo Badioli "Assalto alla rocca", pubblicato nel 2016.

Vivere Senigallia: Chi era Francesco Fornaciari? Cosa accadde a Senigallia nel lontano 1789?

Antonio Maddamma: Per l'anonimo autore del "De Fornacciari conjuratione commentarius", che si ritiene essere Bernardino Honorati e che prende a suo modello nientemeno che Gaio Crispo Sallustio, Francesco Fornaciari era un novello Catilina, un uomo armato delle peggiori intenzioni che con un modesto manipolo di congiurati, pochi mesi dopo la presa della Bastiglia, riesce nel suo intento di prendere la Rocca senigalliese e di tenerla per tre giorni, mettendo sotto scacco le autorità, prima di liberarla dietro concessione di salvacondotto. Un episodio, che evidenzia gli imbarazzi e le crepe dell'ancient-régime nostrano, anche sulla spinta del nuovo ceto borghese, e che prelude gli accadimenti dei decenni successivi. Per noi che con il beneficio degli anni sappiamo, o presumiamo di sapere, qualcosa in più di Francesco Fornaciari, il personaggio potrebbe essere accostato da un lato al Lodovico alias fra Cristoforo manzoniano, dall'altro al Barry Lyndon thackereiano.

Vivere Senigallia: Perché ne suggerireste la lettura, o l’ascolto, di queste importanti vicende?

Antonio Maddamma: La vicenda umana di Francesco Fornaciari, più ancora che la presa della Rocca senigalliese, ricostruita attraverso materiali coevi, ci ha permesso di fare un affascinante tuffo nel passato, non solo senigalliese. Lo ammetto, sono, come molti altri del resto, un innamorato del passato e a proposito mi piace citare queste parole di Marguerite Yourcenar: ‘’Quando si parla dell’amore per il passato, bisogna fare attenzione’’, si tratta dell’amore per la vita; la vita è molto più al passato che al presente. Il presente è un momento sempre breve, anche quando la sua pienezza lo fa sembrare eterno. Quando si ama la vita, si ama il passato perché esso è il presente qual'è sopravvissuto nella memoria umana. Il che non vuol dire che il passato sia un’età d’oro: esattamente come il presente, esso è al tempo stesso atroce, splendido o brutale, o semplicemente qualunque.

Vivere Senigallia: Obiettivi ed ambizioni per il futuro?

Antonio Maddamma: Abbiamo realizzato un reading letterario nell'intento di rendere fruibile al pubblico, attraverso la figura di Francesco Fornaciari, uno stralcio di storia senigalliese di fine Settecento. Ma la vicenda umana di Francesco Fornaciari non si limita alla sola presa della Rocca, che a torto o a ragione riteniamo l'apice della sua esistenza: c'è un Francesco Fornaciari, prima e dopo la presa della Rocca, che pretende di essere raccontato e, se ci riusciremo, vorremmo accontentarlo.






Questo è un articolo pubblicato il 22-10-2020 alle 17:00 sul giornale del 23 ottobre 2020 - 680 letture

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