Confartigianato sul nuovo DPCM: "Il problema sanitario non deve diventare problema economico"

giacomo cicconi massi 2' di lettura Senigallia 19/10/2020 - Il DPCM firmato da Conte in data 18 ottobre 2020 ha già posto in vigore alcune misure che si applicheranno fino al 13 novembre 2020. Fra i settori più penalizzati resta quello della ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, ecc..).

“Tutte le imprese di questo settore – spiega Giacomo Cicconi Massi, Segretario di Confartigianato Senigallia - sono alle prese con le preoccupazioni derivanti da un DPCM poco chiaro e troppo penalizzante. A tutt’oggi, le attività sono consentite dalle ore 5.00 sino alle ore 24.00 con il consumo al tavolo, con un massimo di sei persone per tavolo, mentre sino alle ore 18.00 in assenza di consumo al tavolo. Resta consentita fino alle ore 24.00, la ristorazione con asporto (si deduce la riapertura alle ore 5:00). È fatto obbligo per gli esercenti esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti, cartello già pronto e ritirabile presso l’ufficio della Confartigianato di Senigallia in via Chiostergi. Restano aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade”.

Tutto il resto rimane invariato, ovvero: consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto; aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il distanziamento interpersonale di almeno un metro; consentite le attività di mense e catering continuativo su base contrattuale, con garanzia della distanza interpersonale di almeno un metro; obbligo di distanza di almeno un metro tra tavoli vicini e tra i commensali non conviventi seduti allo stesso tavolo. E’ sbagliato, conclude Cicconi Massi, confondere la politica economica con la situazione sanitaria. Serve una concertazione a tutti i livelli per evitare che il problema sanitario diventi economico e sopratutto bisogna fare attenzione a non creare allarmismi estremamente dannosi. Le nostre imprese rispettano già tutti i protocolli, da sempre. Con buona probabilità serve una strategia complessiva, una migliore organizzazione dei trasporti pubblici sensibilizzando i cittadini in maniera costruttiva.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-10-2020 alle 19:56 sul giornale del 20 ottobre 2020 - 447 letture

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