Processo Banca Marche. Canafoglia: "Condotte singolari che meritano un attento approfondimento"

3' di lettura Senigallia 12/10/2020 - Oggi si è tenuta un’importante udienza del processo sul "Crack Banca Marche" in occasione del quale sono stati sentiti vari testi e tra essi il dr. Franco Gazzani, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Macerata, massimo azionista di Banca Marche.

Incalzato dall’Avv. Corrado Canafoglia, legale dell’Unione Nazionale Consumatori e di oltre 3.000 risparmiatori truffati dell’Istituto marchigiano, Gazzani ha riferito che la “Finanza Cattolica” tentò in più occasioni di acquistare Banca Marche.

In un’occasione Banca Intesa tramite il suo amministratore delegato Corrado Passera, una seconda volta tramite Cariparma: dette trattative, avviate nel periodo 2007 – 2009, non si conclusero.

Gazzani ha riferito che Banca Intesa propose alla Fondazione Cassa di Risparmio di Macerata di cedergli le quote e poi avrebbero pensato loro a lanciare un ‘offerta pubblica di acquisto delle azioni di Banca Marche in possesso delle altre Fondazioni, proposta che la Fondazione rifiutò.

Sempre Gazzani ha riferito inoltre di essere stato approcciato “informalmente” dal dr. Giuseppe Grassano nell'agosto 2011 durante una vista di quest’ultimo al Santuario della Madonna di Loreto: Grassano è un dirigente bancario di alto livello nazionale avendo ricoperto incarichi di prestigio in BnL, Banca Popolare di Vicenza, Cariferrara, Banca Popolare di Milano.

Grassano riferiva a Gazzani, secondo la ricostruzione di quest’ultimo durante l’udienza, che negli ambienti finanziari di Milano circolava ad agosto 2011 la voce che Banca Marche non navigasse in buone acque, nonostante i dati di bilancio fossero incoraggianti.

Quindi la Fondazione Cassa di Risparmio di Macerata prima dette un incarico di consulenza al Dr. Grassano per approfondire tale problematica riferita al Gazzani e poi lo nominò nel 2012 membro del cda di Banca Marche in rappresentanza della stessa Fondazione.

Da li a poco emersero i problemi che poi portarono Banca Marche lungo un percorso che è durato oltre 3 anni, prima al commissariamento di Bankitalia e poi alla messa in liquidazione coatta amministrativa della banca, azzerando infine le azioni di oltre 44.000 risparmiatori marchigiani.

Gazzani non è stato in grado di riferire la “fonte milanese” di Grassano in merito alle notizie sulle difficoltà economiche in cui si trovava Banca Marche ad agosto 2010, condizioni ignote a tutti, compresa Bankitalia.

Oggi Banca Marche, dopo essere stata acquistata da Ubi Banca per 0.33 centesimi di euro è stata inglobata nel gruppo San Paolo Intesa, che ha lanciato un'offerta pubblica di acquisto delle azioni di UBi banca.

Chiosa l’Avv. Canafoglia “Un'altra udienza ove sono emerse condotte singolari che meritano un attento approfondimento, stante l’enorme danno causato ai 44.000 risparmiatori ed al territorio, che oggi vede concentrato su San Paolo Intesa le posizioni bancarie che prima erano distribuite tra Banca Marche, UBi Banca, Carifabriano e lo stesso gruppo San Paolo Intesa”.

La prossima udienza si terrà il 19. ottobre 2020.






Questo è un articolo pubblicato il 12-10-2020 alle 19:18 sul giornale del 13 ottobre 2020 - 1240 letture

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