Volpini verso l'addio al Pd: "Serve un percorso di rigenerazione ma ancora qualcuno non ha capito"

2' di lettura Senigallia 11/10/2020 - Care senigalliesi, cari senigalliesi, scrivo per spiegare e rispondere (sinceramente non pensavo ce ne fosse bisogno) a chi critica la mia scelta di lasciare il mio posto in Consiglio Comunale dopo la sconfitta al ballottaggio.

Allora… La mia militanza e il mio impegno in politica vengono da lontano e questo percorso, lo dico con orgoglio, è stato lineare: iscritto al PCI, DS, PDS, sono stato socio fondatore del PD ricoprendo il ruolo di primo segretario dell’Unione Comunale di Senigallia. Per la mia città sono stato capogruppo in Consiglio Comunale e assessore a Senigallia in due mandati. Negli ultimi cinque anni sono stato Consigliere Regionale e Presidente della IV Commissione regionale della Sanità. Queste esperienze e competenze mi hanno portato ad accettare di candidarmi a Sindaco di Senigallia nel 2020, proponendo un progetto di futuro migliore e rinnovamento politico amministrativo della città.

Al ballottaggio, come tutti sapete, io e la mia coalizione siamo stati, seppur di misura sconfitti, anche (ma non solo) sull’onda di un vento di destra che ha conquistato, per la prima volta, anche la Regione Marche. L’ho già detto: il centrosinistra deve aprire una riflessione profonda su quanto accaduto. Ma forse qualcuno non ha voluto capire... Allora voglio dirlo con ancor più chiarezza qui: sono convinto che il PD di Senigallia e delle Marche debba affrontare un percorso serio, di vera rigenerazione per aprire una nuova fase e guardare al futuro. Coerentemente con i valori che mi hanno sempre guidato, quindi, ritengo non solo giusto ma anche una scelta di responsabilità e coerenza lasciare il mio posto e il mio ruolo, adesso, a nuove e più giovani energie. Io ho 64 anni e un lavoro importante per le persone, che amo profondamente.

Continuerò quindi sempre ad essere vicino a chi fa politica e condivide la mia visione di centrosinistra, ma libero da incarichi ufficiali, da cittadino. E soprattutto continuerò a dedicarmi al mio lavoro di medico di Medicina Generale, vicino alle persone e impegnato sul territorio, come faccio da una vita. Anche perché, oggi più che mai, in difesa della salute dei cittadini, c’è un grande lavoro da fare. Grazie e buona fortuna a tutti.






Questo è un articolo pubblicato il 11-10-2020 alle 08:43 sul giornale del 12 ottobre 2020 - 4337 letture

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