Paradisi sul commento alla cena "fascista": "Bello ha commesso una leggerezza ma è una brava persona"

roberto paradisi 2' di lettura Senigallia 24/09/2020 - Non sempre ho condiviso le scelte e le strategie di Massimo Bello. Ho un'altra concezione della politica e della destra. Abbiamo discusso, litigato e ci siamo spesso allontanati.

Non ultimo, durante le trattative per arrivare ad una quadra in queste elezioni comunali, dove solo il timone dritto di Forza Italia e Unione Civica ha permesso la finale candidatura unitaria dell'amico Massimo Olivetti. In questi giorni Massimo Bello ha compiuto una leggerezza evitabile. Una goliardata di pessimo gusto da cui Forza Italia con i civici che noi rappresentiamo prendono ovviamente le distanze. La destra è il futuro e non il passato. E' il recupero di principi antichi, non nostalgia nociva. Detto questo, non si esageri una battuta per quanto infelice. E non si utilizzi una leggerezza simile per attaccare un partito.

Perchè Massimo Bello è persona perbene. E quando, negli anni novanta, entrammo insieme nell'allora "Giovane Destra" fummo i primi (Massimo era al nostro fianco) a provare disagio e a ribellarci alle effigi fasciste ancora appese in alcuni sedi di partito. Fummo i primi, Massimo in testa, a chiedere di aprirsi ad una destra del futuro senza più nostalgismi e acronistiche prese di posizioni che contraddicevano i principi democratici, liberali e conservatori di una nuova destra che si andava disegnando. A Senigallia fummo gli antesignani (anche pagandone lo scotto di una battaglia interna con l'allora dirigenza provinciale che si era fermata con l'orologio della storia) di un rinnovamento e di un superamento di una concezione della destra che non aveva più ragione di essere.

Questa è la storia della destra cittadina a cui Massimo Bello appartiene. Non altre. E lo dico da posizioni, anche personali, che oggi ci hanno portato in diverse formazioni politiche. Quella però è la fotografia di Massimo Bello, non la caricatura che oggi si vuol fare per una battuta infelice di cui lo stesso Massimo sicuramente avverte il limite e la sciatteria. Ma non si giudica un uomo per una scivolata. Chi ha amor proprio e rispetto del'avversario (come sempre l'ho avuto io) pretenda una presa di distanze da quella espressione ma non strumentalizzi la vicenda. Rispetto per l'amico Massimo Bello.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-09-2020 alle 15:41 sul giornale del 25 settembre 2020 - 717 letture

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