"Alìta. Microstorie": mostra di fotografia a Senigallia

2' di lettura Senigallia 22/09/2020 - La mostra, curata da Simona Guerra, presenta il lavoro di una giovane autrice contemporanea impegnata da circa vent’anni sul tema dell’autoritratto. I lavori esposti (dal 2004 ad oggi) mostrano un’evoluzione di tipo concettuale, applicata al medesimo soggetto, che ha come filo conduttore l’idea di Tempo.

Le Micro storie di Alìta - nome d’arte di Rita Santanatoglia - sono dunque degli accadimenti minimi, dei fotogrammi di una stessa azione che si snodano in poche immagini, con grande semplicità di comprensione, per mettere in scena determinati stati d’animo dell’autrice o azioni che simulano il gioco psicologico del “come se”.

Rita Santanatoglia ha sin dal principio usato se stessa considerando la sua figura un modello come un altro per interpretare situazioni. Successivamente il suo corpo ha acquisito un valore diverso, rivisto nelle sue immagini, così che il gesto del fotografarsi è diventato una fase di conoscenza e di congelamento di un modo di essere e ha dato inizio a una fase più introspettiva. “Mi fotografo per capire quale il mio posto nel mondo” afferma “per capire dove sono io rispetto a ciò che mi circonda”. I pochi oggetti e gli elementi naturali che compaiono nelle stanze spoglie o nei luoghi isolati che fanno da sfondo, sono carichi di simbologia: le scarpe, le calze fanciullesche (che rimandano alla fiaba di Alice), l’abito (tolto), lo specchio, le finestre (chiuse, aperte) sono alcuni di questi, mentre i pesci, animali apparentemente androgeni, senza sesso, lasciano un’apertura interpretativa - secondo l’autrice - alla lettura delle scene. Il potere dell’autoritratto ha un valore che L’Arte gli riconosce da sempre.

La storia della fotografia ha molti luminosi esempi, primo fra tutti, per Rita Santanatoglia, quello avuto da Francesca Woodman che ha usato l’autoritratto per svelare a se stessa le sue identità molteplici e per dichiarare al mondo intero le sue inadeguatezze. Ma l’autoritratto di Rita Santanatoglia non ha i contorni inquietanti della Woodman; diversamente lascia sospese ed aperte le scene che crea, le sue micro storie. Ognuno ha la facoltà – e il raziocinio - per capirne il suo senso. Infine uno sguardo alle motivazioni del nudo: un modo per eliminare ulteriori indizi della dimensione in cui Alìta prova a sciogliere il rebus dell’esistere e dell’essere donna.

La mostra In mostra 42 opere fotografiche originali di Alìta - nome d’arte di Rita Santanatoglia.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-09-2020 alle 12:44 sul giornale del 23 settembre 2020 - 356 letture

In questo articolo si parla di cultura, comunicato stampa

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