Liberi come Epicuro. Michele Pinto: "Il Festival nasce per la voglia di condividere una filosofia che ha il potere di renderci più felici"

5' di lettura Senigallia 21/07/2020 - Fondatore e organizzatore del Festival Epicureo che quest'anno porta la tematica di Liberi come Epicuro, è Michele Pinto. Ci ha raccontato com'è nato questo progetto, grazie al quale sarà possibile avere l'opportunità di passare tre giornate, dal 23 al 25 luglio, immersi nella filosofia.

Come è nato il Festival Epicureo?

Avevo una gran voglia di condividere con tutti gli amici epicurei sparsi in Italia e fuori le bellezze di Senigallia e di offrire alla mia città l'opprtunità di conoscere una filosofia che ha il potere di renderci più felici.
Così per il festival ho coinvolto tantissimi artisti locali ad iniziare da Lorenzo Cicconi Massi che ha scattato le due foto scelte per le locandine. E a Senigallia ho portato alcuni degli studiosi di Epicuro più importanti d'Italia e d'Europa.
Per il primo festival ho pensato di invitare tanti relatori, così gli incontri non andranno deserti ma ci saranno almeno gli altri relatori ad ascoltare. Invece è andata che i posti non sono bastati e in tanti sono rimasti fuori. Quest'anno abbiamo scelto una location più grande, ma il Covid ci ha mangiato i due terzi dei posti, ne rimangono solo 150. Quindi affrettatevi a prenotare gli incontri a cui volete partecipare mandando una mail a libericome@epicuro.org.


Ti sei appassionato ad Epicuro al liceo, a quella giovane età lo ammiravi solamente o già da allora lo prendevi da esempio?

Epicuro è stata una sorpresa che mi ha travolto da subito. Quando in terza superiore ho iniziato a studiare filosofia l'ho fatto con una certa curiosità, avevo sentito dire meraviglie di questa disciplina e invece lo studio dei primi filosofi che tentavano di spiegare la natura del mondo è stato molto deludente, tutte le loro teorie erano superate dalla scienza moderna, sembravano farneticazioni di bambini. La situazione non è migliorata con Platone e Aristotele, anche loro troppo lontani dal mio sentire. Quando è arrivato Epicuro tutto è cambiato: la sua filosofia risponde ad una semplice domanda: "Come devo vivere per vivere felice?", una domanda che era ed è anche la mia. Anche le sue risposte: amicizia, moderazione, buon senso... le ho sentite molto vicine al mio modo di essere. Non c'è voluto molto per definirmi da subito un epicureo.

Perché proprio Epicuro, visto che tutta la filosofia può essere definita positiva?

Epicuro è un reietto della filosofia. Il suo pensiero fu travisato già dai suoi contemporanei. I suoi libri furono bruciati e Dante lo condannò all'Inferno. Per secoli fu considerato un filosofo minore. Molti professori che magari sono in ritardo sul programma lo saltano a piè pari. Eppure il suo pensiero è un pensiero di amicizia e di pace, un pensiero che ha avuto un'influenza importantissima nella storia dell'umanità.
È stato facile per l'adolescente idealista che ero appassionarsi alla sua causa.

Hai anche un sito dedicato ad Epicuro, perché e che valore ha?

www.epicuro.org è nato a metà degli anni '90, appena ho scoperto internet, ben prima di Vivere Senigallia. All'epoca internet era molto diverso da oggi, ho dovuto studiare il linguaggio di programmazione HTML per poterlo creare. Prima era ospitato su Geocities, e solo dopo ho acquistato un dominio dedicato. Grazie a quel sito ho conosciuto tantissime persone appassionate alla filosofia di Epicuro. Oggi il sito è un blog con tanto materiale epicureo e a epicuro.org fanno riferimento sia l'Associazione Culturale il Mondo di Epicuro sia il Festival Epicureo. Direi che ha un valore -affettivo- immenso.

Sei autore del libro Timoteo e Dafne, di cosa tratta e come è nata questa esigenza?

È contemporanemente un romanzo storico ed un confronto tra l'epicureismo e il cristianesimo. Mi sono divertito moltissimo ad incastrare i miei personaggi e le mie storie insieme a tanti eventi e personaggi storici. Ho ripreso le parole di Epicuro e di San Paolo nelle sue lettere e negli Atti e le ho "svecchiate" togliendo la polvere dei secoli e rendendole conversazioni di tutti i giorni. Un lettore, se non consoce le frasi di Epicuro e San Paolo, non si accorge che sono citazioni.
Tramite gli incontri, gli amori, le avventure e gli scontri tra i personaggi metto in evidenza le tante cose che Cristianesimo ed Epicureismo hanno in comune e non nascondo le pronfonde differenze che li separano.
Alla fine del libro metto in bocca ad un personaggio che dall'Epicureismo si è convertito al cristianesimo il motivo per cui "ha vinto" in cristianesimo: tutto il mondo romano si è convertito e l'epicureismo è scomparso. È la risposta alla citazione di Nietzsche con cui apro il libro: "Ed Epicuro avrebbe vinto: ogni spirito rispettabile dell'impero romano era epicureo: a quel punto apparve Paolo...".
L'esigenza di scrivere questo libro è nata nel 1991, quando ho incontrato Epicuro a scuola e ho dovuto iniziare a fare i conti dentro di me tra fede e ragione. Scrivere è stato un ottimo esercizio e mi è costato molto meno che uno psicanalista. (Ride - ndr)

Come ti immagini il Festival Epicureo tra qualche anno?

Sarà necessario chiarire la divisione tra le due anime del Festival. Ci sono lezioni di altissimo livello, con i migliori docenti universitari, che hanno lo scopo di farci conoscere e capire il pensiero di Epicuro e dei suoi discepoli come era 23 secoli fa. E ci sono altre lezioni, altrettanto importanti che ci insegnano non tanto a "vivere" il messaggio di Epicuro, ma a farlo nostro e ad attualizzarlo secondo le nostre esigenze ed il nostro modo di essere.
Infine mi aspetto che tra tanti partecipanti al festival si trovi un gruppo di persone che apprezzano il pensiero di Epicuro e che lo vivano seguendo il più importante dei suoi insegnamenti: l'amicizia.

Per ulteriori informazioni sul festival "Liberi come Epicuro" e per sapere come prenotarsi e ricevere gratuitamente i gadget: https://vivere.biz/bpkQ






Questa è un'intervista pubblicata il 21-07-2020 alle 14:00 sul giornale del 22 luglio 2020 - 384 letture

In questo articolo si parla di cultura, intervista, Netanya Primicino Coen, liberi come epicuro e piace a Daniele_Sole

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