Liberi come Epicuro. Associazione Jassart: "Poca distanza tra il mondo ellenico e la street art"

4' di lettura Senigallia 14/07/2020 - L'associazione Jassart insieme a Geos, realizzerà nuovi gaffiti nel sottopasso di Via Mamiani. Sarà possibile ammirarli durante il festival Liberi come Epicuro e dopo.

Avete già partecipato alla prima edizione del Festival Epicureo, come vi siete sentiti a rendere omaggio con i vostri graffiti al filosofo Epicuro e a rendere accessibili a tutti i suoi messaggi?
Tanto l'anno precedente quanto questo è un onore, oltre che un gran piacere, partecipare al Festival Epicureo e per questo ringraziamo Michele Pinto e "Vivere Senigallia".
I messaggi di Epicuro sono messaggi di amicizia, gioia, pace e soprattutto libertà; se si pensa poi che gli stessi messaggi venivano scritti sui muri già ai tempi di Epicuro, la distanza tra il mondo ellenico e la street art si assottiglia di parecchio.

Qual è la storia dell'associazione Jassart?
La JASSART è un Associazione Ricreativa e Culturale che nasce nel 2008 da un'idea di Mattia Chiappa (MAT); si occupa di promuovere e tutelare l'arte di strada in tutti i suoi aspetti, essendo oggi finalmente riconosciuta come patrimonio artistico culturale a livello mondiale e distinguendo coloro che imbrattano da chi invece è in grado di riqualificare esteticamente l'ambiente urbano con le proprie opere.
La Jassart vuole essere il punto di riferimento per enti privati, enti pubblici, cittadini privati ed associazioni che si vogliono interfacciare con la street art nell'organizzazione di festival, workshop, eventi e commissioni legate al contesto della street art.
Negli ultimi anni, abbiamo collaborato con: RFI (Rete Ferroviaria Italiana), Regione Marche, Associazione "Vivere Senigallia", Comune di Fiastra, Comune di Ancona, Comune di Senigallia, Associazione U.R.A. (Unione Rugbisti Italiani), etc...

Ritenete che l'imbrattamento dei muri possa contribuire a non dare il giusto valore alla street art e fomentare il pregiudizio e fraintendimento di essa?
Assolutamente sì, la nostra associazione si batte da sempre per distinguere coloro che imbrattano da coloro che utilizzano le loro abilità artistiche con il fine di riqualificare il territorio e l'ambiente urbano, apportando una crescita a ciò che prima di tutto, è la nostra cultura. Purtroppo non è sempre facile distinguere il vandalismo dal fenomeno della street art, in quanto alcuni artisti di grande valore scelgono comunque di operare in contesti di clandestinità, come Banksy e Blu, a volte col rischio di venir fraintesi anche essi. Dunque, ciò che propone la nostra associazione è ANCHE il portare conoscenza della nostra cultura al di fuori di questa, per consentire al comune cittadino di sviluppare l'adeguata sensibilità artistica che gli consenta di formare un pensiero maturo che lo qualifichi realmente nel distinguere il vandalismo fine a sé stesso dal graffiti writing e la street art.

Qual è la parte più difficile da affrontare del vostro lavoro o di quando vi viene assegnato un progetto?
Dopo tanti anni di pratica ed esercizio sul muro, l'esecuzione del graffito in tutte le sue fasi di sviluppo non ci spaventa più. Non c'è un'opera che ci intimorisca nel realizzarla. La parte più difficile resta lo sviluppo progettuale della giusta idea che rappresenti al meglio il nostro pensiero o il desiderio del cliente. La vera forza dell'artista sta nell'ideare il giusto progetto, la giusta opera che possa sposarsi adeguatamente con il contesto urbano che la ospita e che esprima al meglio il tema trattato.

I writers sono consapevoli del rischio di vita breve delle proprie opere, ma che sentimento prevale quando vengono rovinate appositamente e non è il tempo a logorarle?
I graffiti sono un’arte effimera ma ogni writer parte da questo presupposto ed è pronto a fare i conti con la caducità delle proprie opere. Quando però vengono imbrattate si soffre, in quanto un "cross", inteso come un deturpamento volontario da parte di un cittadino o di un altro artista, è quanto di più disdicevole possa capitare all'operato di un writer, che impiega tempo, denaro, energia ed investe emozioni nel proprio lavoro e viene posto davanti ad una mancanza di rispetto verso i propri sacrifici e il proprio operato.

Avete un consiglio da dare a chi vuole intraprendere questa strada, ma non sa a chi rivolgersi per poter realizzare i graffiti in maniera riconosciuta?
"You better go out and paint" diceva una canzone, e il consiglio che possiamo dare è riassumibile in questa frase; certo che l'esperienza, lo studio e la pratica sono alla base dell'evoluzione artistica di ognuno. Se sei alla prime armi, quindi, trova un "muro palestra" dove esercitarti e quando ti senti pronto, vai!
Una cosa importantissima è il confronto, bisogna essere curiosi e voler conoscere più persone possibili in modo da avere continui termini di paragone e punti di vista.

Per ulteriori informazioni sul festival "Liberi come Epicuro" e per sapere come prenotarsi e ricevere gratuitamente i gadget: https://vivere.biz/bpkQ






Questa è un'intervista pubblicata il 14-07-2020 alle 23:59 sul giornale del 16 luglio 2020 - 321 letture

In questo articolo si parla di cultura, intervista, Netanya Primicino Coen, liberi come epicuro

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