Lega: "La candidatura di Mangialardi contro il codice etico del PD"

1' di lettura Senigallia 04/07/2020 - Quale credibilità politica può avere la candidatura di Mangialardi alla carica di governatore delle Marche, se si pone in contrasto con il codice etico del suo stesso partito?

Il codice etico del PD, infatti, prevede all’art. 5 comma 1 lettera a) che “Le donne e gli uomini del Partito Democratico si impegnano a non candidare, ad ogni tipo di elezione anche di carattere interno al partito coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, sia stato: a) emesso decreto che dispone il giudizio…” Mangialardi è stato rinviato a giudizio nel processo sull’alluvione del 03/05/2014 a Senigallia e ha pendente la richiesta di rinvio a giudizio per abuso d’ufficio e violenza privata in merito alla gestione della piscina comunale di Senigallia. Nonostante ciò, gli uomini e le donne del partito democratico in violazione del loro codice etico, l’han candidato.

Sorgono spontanee alcune domande: quale valore ha l’etica per il P.D.? Quale credibilità politica ed amministrativa può avere una figura che aspira ad amministrare la nostra Regione se va contro il codice etico del suo stesso partito? Senza contare poi che Mangialardi continua a ricoprire la carica di presidente A.N.C.I. Marche e proprio il giorno dopo la presentazione della sua candidatura ha visitato il territorio regionale colpito dal sisma, insieme al commissario Legnini. Quel Legnini, già vicepresidente del C.S.M., candidato P.D. a governatore dell’Abruzzo, oggi commissario alla ricostruzione e finito nelle intercettazioni di Palamara. Quel Palamara cacciato dall’A.N.M. per gravi e reiterate violazioni del loro codice etico.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-07-2020 alle 11:38 sul giornale del 06 luglio 2020 - 996 letture

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