Vivere la vita ai tempi del coronavirus: le studentesse e gli studenti del Liceo Medi si raccontano

3' di lettura Senigallia 06/06/2020 - Come vive quotidianamente all’interno delle mura domestiche una studentessa o uno studente abituati da anni a una routine giornaliera di rapporti sociali con centinaia di coetanei e docenti nei locali della scuola?

Da una brillante idea della prof.ssa Roberta Ademi è nata l’iniziativa di stimolare i ragazzi ad esprimere le loro emozioni, a raccontare la loro vita quotidiana, a riflettere su questo periodo di segregazione in casa, non potendo coltivare all’esterno le proprie passioni come la musica, il disegno, lo sport, con dei piccoli video che abbiamo raccolto in un unico file. Vi invitiamo ad ascoltarli, in tutta la loro genuinità, semplicità, ma anche profondità….

Ho imparato che non importa cosa accada, o quanto brutto possa sembrare l’oggi, la vita continua, e sarà meglio domani” Maya Angelou, 2012.

Abbiamo chiesto di introdurre questa raccolta ad una studentessa della classe 4CSC, a cui piace molto scrivere, riflettere, ragionare.

Prof. Marcello Mengucci

“…..Poi, durante la quarantesima giornata di distanziamento sociale, ho immaginato la libertà. E aveva la forma di una classe, di un gruppo di studenti, di un libro.

Questa immagine serafica è stata utile per ritrovare la pace in quel lunedì denso di contenuti.

C’è chi come me legge molto e si confronta con le proprie debolezze.

C’è chi prende il sole, chi cucina.

C’è chi si sente solo.

La solitudine non ha età, così come il senso di smarrimento.

Ritrovarsi a scoprire il mondo all’interno della propria abitazione significa anche raccogliere nuovo materiale di studio, piantare bulbi, smontare e riassemblare una libreria, fare esercizio fisico. Ho concepito il “non fare” come qualcosa di limitante, ma al tempo stesso come una dimensione in grado di indirizzare la mia concentrazione verso atti divulgativi.

La scuola è entrata nelle case degli studenti, dei docenti, delle famiglie.

E in certe occasioni ha avuto un ingresso difficoltoso. Nel mio caso, però, la scuola si è unita alle mie giornate, cambiando forma ma non contenuto.

La scuola è per me meccanismo fondamentale di controllo sulla realtà e su noi stessi. L’ assenza di essa si traduce in povertà dell’intelligenza, in doloroso soffocamento delle emozioni.

È sui generis la nuova didattica a distanza, che mette a dura prova sia le materie umanistiche, sia quelle scientifiche. Nulla, a mio parere, potrà ma sostituire il contatto umano, una lezione in presenza, uno sguardo. Ma gli stimoli degli insegnanti hanno oltrepassato gli schermi, per quanto possibile, donandoci passione, curiosità, riflessioni.

Numerosi video da noi creati durante la pandemia raccontano la nostra quotidianità e il nostro modo di vivere il dolore.

In un mondo che evolve e che mostra la fragilità umana, è bene vivere la vita con leggerezza. O almeno tentare. Citando le sublimi parole di Calvino “Prendete la vita con leggerezza. Che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore.” Ergo è possibile planare sulle cose, trasformare il male in speranza, la solitudine in ricerca di compagnia, anche se solo interiore.

Si necessita la leggerezza.

E poi si ricomincia, lentamente, a respirare. A pieni polmoni….”


Samantha Mbuyamba, classe 4CSC








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-06-2020 alle 11:26 sul giornale del 08 giugno 2020 - 2325 letture

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