Jesi: Calcio: Jesina, quale futuro? Intanto le squadre retrocesse dalla serie D si stanno muovendo

5' di lettura Senigallia 27/05/2020 - Sarà che da quasi tre mesi non vediamo rotolare la palla sopra al prato, sempre più bistrattato del Carotti, ma in questo momento è difficile solo provare a ipotizzare un futuro.

Mosconi sì, Mosconi no: è il primo nodo da sciogliere. Sulla pagina sportiva di un noto quotidiano locale, il proprietario della società, ha lascito intendere che potrebbe, come si suol dire, “lasciare le chiavi in mano al sindaco”, che significherebbe un suo disimpegno. O magari un modo per guadagnare tempo prezioso, portando avanti qualche trattativa per la cessione se è vero che ci sarebbero dei contatti concreti, per realizzare un passaggio di mano.

Ma serve un cambio di rotta drastico, dopo una stagione a dir poco fallimentare, sul piano dei risultati: ne abbiamo viste davvero tante,consulenti di mercato presunti o tali scomparsi velocemente alle prime difficoltà, una squadra che andava costruita attorno a giocatori di spessore, Marini, Villanova, Cruz Pereira mentre è accaduto tutto il contrario, tanti giovani, ai quali non si può imputare nulla sul piano dell’impegno, mandati decisamente allo sbaraglio. Dimenticavamo: tre allenatori e mancati rinforzi ventilati e non arrivati. Un mezzo disastro.

Come si è trattato di un mezzo disastro lo smembramento quasi totale della squadra dell’anno precedente. L’attuale gestione, che pure si era presentata nel migliore dei modi, iniziando con un ripescaggio, ha chiuso il biennio nel peggiore dei modi, con un ultimo posto in classifica, che fa storia, ma purtroppo in senso negativo.

La presenza di Cossu rappresenta una garanzia, sicuramente il suo operato sarà fondamentale, per dare un futuro alla Jesina, ma se arrivano offerte che prevedono l’acquisizione del 49% delle quote societarie, con l’eventuale riscatto del restante 51% a fine stagione 2020/2021, lasciando ai nuovi acquirenti la gestione della stagione, probabilmente vedremo ancora Mosconi in capo alla società o, come dichiarato, la patata bollente verrà consegnata nelle mani del sindaco Bacci.

Del resto, quale persona di buon senso, lascerebbe la gestione a un gruppo che possiamo definire “di minoranza”, ereditando poi, eventuali criticità, se questa gestione dovesse andare male?

Intanto le 36 società retrocesse a tavolino per la vicenda Covid 19, fatto unico in tutti i campionati dalla A alla… Z, si stanno muovendo e minacciano azioni legali nei confronti di FIGC e LND.

Riportiamo il comunicato stampa diramato:

“Solo in Serie D si retrocede a tavolino per Covid 19: 31 club diffidano la FIGC e la LND

Si fa seguito alla illegittima, irricevibile ed umiliante proposta dell’ultimo Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti che vorrebbe sancire oltre che la sospensione dei campionati pure la retrocessione delle ultime quattro squadre classificate di ogni raggruppamento senza che queste ne avessero terminato sportivamente la disputa (ed impedendo loro di ottenere la salvezza sul campo); peraltro, in un momento storico terrificante a causa del Covid-19 (saremmo l’unico esempio negativo di tutto il panorama nazionale).
Per tali ragioni, si è ritenuto doveroso, in data odierna, diffidare la FIGC dal recepire la aberrante proposta della Lega Nazionale Dilettanti con l’avvertimento che, in difetto, si faranno tutta una serie di azioni giudiziarie a tutela di diritti violati sportivi e patrimoniali. Della circostanza sono stati resi edotti il Presidente del Consiglio Prof. Giuseppe Conte, il Ministro della Sport Dott. Vincenzo Spadafora, il Ministro del Lavoro e delle politiche Sociali Dott.ssa Nunzia Catalfo ed il Presidente del CONI Dott. Giovanni Malagò.

UN DANNO SOCIALE ENORME PER I TERRITORI E PER I SINDACI.
A parte la mancanza di ratio sportiva e giuridica della proposta di cui sopra, ciò che ne scaturirebbe sarebbe molto grave, ovvero la possibilità di mancata iscrizione di 36 realtà sportive di tutta Italia, di importante riferimento nel territorio di appartenenza (molte delle quali colpite pesantemente dalla pandemia), che non accetterebbero tale bulgara retrocessione, non iscrivendosi più a nessun campionato; con la conseguenza che verrebbero meno anche i relativi settori giovanili che ospitano migliaia di atleti di ogni categoria, con un impatto su tante famiglie. In merito, abbiamo già ricevuto l’appoggio di tutte le amministrazioni locali che si sono impegnate a coadiuvarci in questa nostra “battaglia” sportiva e sociale.

LA SOLUZIONE ESISTE ED E’ STATA GIA’ SPERIMENTATA IN PASSATO.
Basterebbe bloccare totalmente le retrocessioni per la stagione sportiva corrente, per la causa di forza maggiore di cui sopra, proponendo che, in via transitoria, nella stagione 2020/21, vi sia un aumento delle squadre in Serie D, prevedendo un riequilibrio del numero dalla stagione sportiva successiva, includendo magari più retrocessioni nella prossima stagione sportiva; anche se questa non è l’unica soluzione, ce ne sono altre egualmente valide che possono essere considerate.
Viceversa, si dubita fortemente che la riforma organica dell’ordinamento dello sport come ventilata sia di pronta realizzazione ai fini della risoluzione del grave problema in atto.
Si comunica, infine, che il Gruppo “Serie D, Salviamoci” verrà coordinato dall’Avvocato e Presidente del Grumentum Val D’Agri, Antonio Petraglia e dal portavoce Antonio Erario”.

Sebbene sul campo la Jesina avrebbe avuto serie difficoltà a ottenere la salvezza, ben venga questa azione, evitare la retrocessione in Eccellenza sarebbe un vero successo, per ripartire da un campionato ancora appetibile, da affrontare però con un approccio diverso.






Questo è un articolo pubblicato il 27-05-2020 alle 07:18 sul giornale del 28 maggio 2020 - 248 letture

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