L'Asur replica all'Opera Pia, "In ospedale prese tutte le precauzioni, secondo la normativa vigente"

ospedale di senigallia 2' di lettura Senigallia 09/04/2020 - Crediamo sia  opportuno da parte della Direzione di Area Vasta n. 2 effettuare alcune considerazioni relativamente all’articolo pubblicato su “Vivere Senigallia” del 7 aprile 2020, riguardante le dichiarazioni del Consiglio di Amministrazione della  Casa di Riposo “Opera Pia Mastai Ferretti” di Senigallia, in relazione  all’infezione da Covid 19 diffusasi al suo interno: quello che viene definito come “primo contagio legato alla dialisi”  è  assolutamente  inesatto in quanto è impossibile  stabilire  quando e in quali circostanze sia avvenuto il contagio anche perché il paziente presenta molte comorbidità specie di natura respiratoria.

Dichiarare che il contagio sia “legato alla dialisi” riteniamo sia scorretto e basato su ipotesi del tutto empiriche perché nel nostro Reparto, già da tempo (dai primi giorni di marzo), viene effettuato un “triage” ai pazienti prima dell’ingresso in dialisi (misurazione della temperatura, saturazione di O2, breve anamnesi e disinfezione delle mani) e sempre dai primi giorni di marzo il nostro reparto ha iniziato ad utilizzare dispositivi di protezione adeguati sia per i pazienti (mascherina chirurgica utilizzata durante il trattamento e anche durante il trasporto) sia per il personale sanitario (medici e infermieri) e inoltre sono sempre state mantenute le adeguate distanze fra i vari pazienti in trattamento dialitico contemporaneo.

Il 23 marzo poi, giorno dell’esecuzione del tampone, il paziente in questione è stato dializzato isolatamente in sala contumaciale e poi ricoverato in attesa dell’esito del tampone Covid 19 risultato poi positivo. Da allora il paziente è a tutt’oggi ricoverato nel reparto Covid pos ed è sempre stato dializzato nei locali idonei della sala contumaciale dedicata ai pazienti Covid positivi, allestita in Ospedale. In definitiva le precauzioni adottate dal reparto Dialisi di Senigallia per evitare contagi dell’infezione da COVID 19, sono state precoci, continuative e secondo la normativa vigente e anche efficaci in quanto a tutt’oggi solo un’altra paziente, su oltre 50 emodializzati in totale, è risultata affetta da infezione da Covid 19.

Nostro compito, e non solo nostro, è quello di tranquillizzare i nostri pazienti informandoli che, se pure più a rischio di contagio rispetto alla popolazione generale per via dell’immunodepressione secondaria allo stato uremico cronico, il trattamento emodialitico di per sé non aumenta ulteriormente il rischio se durante il trattamento e il trasporto dei pazienti vengono rispettate le norme di sicurezza, cosa che viene fatta puntualmente a tutt’oggi.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-04-2020 alle 12:18 sul giornale del 10 aprile 2020 - 1743 letture

In questo articolo si parla di sanità, attualità, asur marche, Area vasta 2, comunicato stampa

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