Albergatori: "Un'estate senza turismo? Forse. Agli hotels le prove di fattibilità"

4' di lettura Senigallia 09/04/2020 - lottare contro il COVID-19 significa principalmente tentare di salvare vite umane, con il massimo impegno e con tutte le forze. Noi operatori del ricettivo, che ci sentiamo parte attiva della Città, partecipiamo e collaboriamo, per tutto ciò che è possibile, nel sostenere l'opera di difesa della salute di tutti.

L'azione più importante che svolgiamo per Senigallia rimane però, ovviamente, quella che ci vede impegnati a svolgere, con immenso sacrificio, il nostro lavoro, insieme ai nostri collaboratori, in favore di un esteso indotto e a vantaggio di tutta la Città. Ruolo e mestiere ai quali ci dedichiamo coraggiosamente, con ingenti investimenti, incessantemente durante tutto l'arco dell'anno, anche quando i benefici economici sono limitati esclusivamente ad una attività stagionale. Con questo spirito e con un'innata passione per il lavoro che svolgiamo, abbiamo sempre affrontato con determinazione le sfide e le difficoltà che negli anni, in particolare nell'ultimo decennio, si sono poste di fronte a noi. Ma mai avremmo immaginato di dover affrontare una situazione così tragica e complessa.

Oggi, dopo l'avvento del COVID-19, il settore ricettivo della Città è un motore completamente bloccato, fermo, inibito di fronte ad una forza superiore che lo ha reso impraticabile. Da qui potranno derivare pesanti disagi e una preoccupante involuzione della situazione socio-economica generale. Diversamente da altri settori economici che, una volta conclusa questa fase di restrizione, potranno ripartire con la produzione e/o la commercializzazione nei vari mercati dei loro prodotti, il turismo, il settore ricettivo in particolare, avrà bisogno di tempi molto più lunghi per riprendersi e potrà recuperare i normali trend solo dopo che saranno completamente ristabilite tutte le condizioni di sicurezza. Non crediamo, obiettivamente, che saranno tempi brevi. Ma allora, gli alberghi, potranno reggere tempi cosi lunghi? Difficile dirlo. Probabilmente alle condizioni attuali, con la programmazione di aprile, maggio e giugno completamente annullata, quella di luglio, agosto e settembre ancora al palo e con una previsione di perdite di presenze di almeno il 60% (-70% nazionale è la previsione di una indagine CERVED), per quest'anno, potrebbe risultare meno doloroso decidere di rinunciare sin da subito ad affrontare una stagione con infinite incertezze e difficoltà rassegnandosi ad un risultato di esercizio negativo con ingenti perdite, ma di entità preventivabile.

Chi, invece, volesse tentare di affrontare una stagione dai contorni così incerti e dai molti rischi connessi, sicuramente potrebbe andare incontro a perdite incontrollate, veramente molto pesanti. Entrambe le situazioni portano con se un concreto rischio di default aziendale. La maggior parte degli operatori, coma al solito, è animata da spirito costruttivo e di buon senso e non vorrebbe rinunciare al proprio ruolo ma, purtroppo, ogni giorno che passa ci si rende sempre più conto di quanto siano elevate le difficoltà legate sia all'enorme fragilità dei mercati di riferimento, quello Europeo, praticamente chiuso, e quello nazionale proveniente dalle regioni più colpite, sia alla scarsa propensione della clientela all'aggregazione, sia all'insorgere di ulteriori responsabilità in capo alle strutture ospitanti sull'applicazione di stringenti protocolli gestionali. E' quindi evidente che le micro imprese del ricettivo, che operano in stretta simbiosi con i loro collaboratori e fornitori, affinché possano progettare di affrontare il complicato tentativo di ricondurre clientela nella nostra Città già dalla prossima estate, abbiano necessità, ora, di essere particolarmente sostenute nella loro azione e di essere sgravate da oneri che, alle condizioni date, non sarebbero in grado di affrontare.

Si richiedono, inoltre, alle autorità competenti, al fine di poter incentivare lo svolgimento dell'attività, normative gestionali di sicurezza sanitarie che richiedano preventivamente al cliente, un'apposita vincolante autocertificazione sul suo stato di salute, con lo scopo di evitare episodi di contagio, concedendo nel contempo, all'ospite, all'interno dell'hotel, una maggiore libertà durante il soggiorno. Le difficoltà da superare e i dubbi sono tanti, ma sono anche molti insieme a noi, coloro che lavorano per superarle, nelle prossime settimane il responso


da Associazione Alberghi e Turismo e Confcommercio




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-04-2020 alle 17:28 sul giornale del 10 aprile 2020 - 11768 letture

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