Belvedere: il prof. Riccardo Piccioni ricorda il prof. Antonio Ramini, "Ci resteranno i suoi insegnamenti e il suo ricordo"

3' di lettura 31/03/2020 - Il Professor Riccardo Piccioni, Docente di Storia del Risorgimento all’Università degli Studi Macerata ed ex sindaco di Belvedere Ostrense, ricorda il Professor Antonio Ramini, scomparso il marzo.

Lo ricordo ancora in uno degli ultimi incontri che avemmo, circa due anni fa. Lo invitammo a Belvedere Ostrense a tenere una conferenza su “Jesi città regia. Dal Mito alla Storia”. Lo ascoltammo un’ora intera letteralmente “a bocca aperta”, un’ora che passò rapidamente, tanto era l’interesse che l’oratore seppe suscitare nell’uditorio: logica stringente del racconto, discussione filologicamente impeccabile delle fonti utilizzate e magistralmente commentate, tono affabulatorio che celava una competenza e una padronanza del tema, e di tutto ciò che gli ruotava attorno, davvero impressionanti. Lo dico senza esagerazioni, tanto forte fu l’impressione che quella stupenda lezione lasciò in tutti noi. Io vi ritrovai il mio Maestro del Ginnasio e, come riflessa in uno specchio, la consapevolezza di quanto profonda fosse stata l’orma che il Professore aveva lasciato, tanti anni prima, nell’animo del giovane e allora inconsapevole allievo! E in effetti, molti di noi hanno avuto la fortuna di averlo avuto come loro Professore al Liceo classico “Vittorio Emanuele II” di Jesi e anche a lui, e al suo insegnamento, debbono di essere diventati altro da quello che erano prima.

Lo ricordo con profonda commozione nell’aula del Ginnasio, lassù all’ultimo piano, e mi ritengo fortunato di aver avuto un Maestro che faceva della cultura umanistica la chiave di volta del proprio insegnamento e della trasmissione del sapere una vera e propria vocazione. Eleganza nel portamento, finezza nei modi, moderazione nell’espressione ne hanno sempre caratterizzato uno stile inconfondibile, che trovava la sua più concreta realizzazione nell’esprimere al meglio quella Virtus degli antichi che resta uno dei maggiori retaggi della cultura classica greca e latina; quella cultura classica che il Professore sentiva eminentemente “sua” e che per tanti anni egli seppe infondere nei suoi allievi, sempre attento a ricordare loro che solamente l’acquisizione un “metodo critico” di apprendimento, culturalmente avvertito, sarebbe stato il più solido ancoraggio nella vita da adulti nella quale, a breve, sarebbero stati catapultati. Ma c’è un altro aspetto che, se non fosse ricordato, ci priverebbe della possibilità di cogliere appieno lo spessore di quest’uomo di cultura: la sua componente “civica”, anch’essa retaggio della tradizione antica della polis greca: essa ci ricorda che solo all’interno della comunità civile in cui si vive e si opera, è possibile dare concreta attuazione ai principi di quella cultura appresa dai libri, e offrire così il proprio contributo alla collettività, esercitando ogni giorno il proprio compito con spirito comunitario.

E il Professore seppe dare compimento alla sua vocazione civica animando in tutti questi anni, e spesso ideandoli egli stesso, varie associazioni e tanti momenti culturali, che hanno contribuito indubbiamente a collocare Jesi fra le prime città italiane della cultura. Ci rimangono il suo ricordo e gli insegnamenti che ci ha elargito; ma vi assicuro che è non poco! Professore carissimo…






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-03-2020 alle 15:01 sul giornale del 01 aprile 2020 - 565 letture

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